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Isis: Europol in 48 ore rimuove migliaia di account inneggianti all’orrore

Primo successo della nuova task force internazionale europea contro il cybercrime, che ha sede a l’Aia

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Un frame tratto dal video diffuso il 1° agosto 2016 da un gruppo del Sinai affiliato a Isis

Primo successo della task force internazionale europea contro il cybercrime, che ha lo scopo di sconfiggere l’ultima frontiera dell’orrore della propaganda jihadista attraverso il web. Ne fanno parte l’unità internet di Europol, denominata Europol Internet Refferal Unit (IRI UE), alla quale partecipano Francia, Germania, Slovenia e Regno Unito. Il quartier generale dell’agenzia da cui parte questa battaglia di controspionaggio cyber è a L'Aia.

In un’azione congiunta di 48 ore, sono stati rimossi 1.677 account multimediali trovati in 35 social media e nascosti tra i fornitori di servizi online. I reclutatori jihadisti usavano sei lingue diverse per arruolare adepti. La squadra speciale di Europol Internet, ora sta controllando tutti gli account rimossi, utilizzati dai terroristi per radicalizzare e reclutare altri lupi solitari attraverso il web.

Il team internet di Europol, composto da specialisti, analisti, traduttori ed esperti di antiterrorismo, è sostenuto da inglesi, francesi, tedeschi e sloveni.

L’IRI UE è nato nel mese di luglio dell’anno scorso, per combattere la propaganda jihadista e tutte le attività estremiste inneggianti alla violenza sul web, come ad esempio video cruenti di decapitazioni, quelli inneggianti all’odio razziale e religioso e quelli dedicati alle istruzioni per fabbricare bombe.

Un successo per il centro antiterrorismo di Europol, che con questa squadra speciale avrà il compito di coordinare e condividere la segnalazione e l’identificazione dei terroristi jihadisti che si nascondono dietro i contenuti online, oltre a individuare i partner informatici che li ospitano, supportando così le autorità competenti e fornendo in tempi rapidissimi analisi strategiche e operative per il monitoraggio della Jihad attraverso il mondo social.

Nel frattempo anche la Bosnia-Erzegovina ha aderito al gruppo di Europol Internet, con l’accordo firmato pochi giorni fa, da Rob Wainwright, direttore dell’agenzia di polizia europea e Dragan Mektic, ministro dell’Interno dei Balcani occidentali.  Il testo dell'accordo di cooperazione tra l'Europol e la Bosnia-Erzegovina era stato approvato dal consiglio dell'Unione europea all'inizio di quest'anno. Ora, manca solo la ratifica delle autorità nazionali competenti per diventare pienamente esecutivo.



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