Le truppe dell'esercito iracheno e le milizie paramilitari sciite hanno ripreso il controllo di alcune parti della provincia di Anbar e di parti del suo capoluogo, Ramadi, strappandole ai militanti del gruppo Stato islamico. Lo ha riferito una fonte delle forze di sicurezza, affermando che 16 soldati e miliziani sono morti nei combattimenti  in cui sono stati uccisi decine di jihadisti.

Secondo la stessa fonte, le forze filogovernative sono entrate nell'università di Anbar a Ramadi, precedentemente in mano ai militanti. Gli estremisti sono stati inoltre cacciati dalle zone di al-Taash e al-Humeriyah, dove sono stati uccisi 20 jihadisti e sono stati distrutti sei loro veicoli. Altri 12 militanti sono stati uccisi in un bombardamento dell'aviazione irachena in una zona a ovest di Falluja, seconda principale città della provincia di Anbar.

SIRIA NEL CAOS
Meno confortanti le notizia provenienti da Palmira. I militanti dello Stato islamico hanno ucciso una ventina di uomini all'interno di un antico anfiteatro nella vecchia città siriana di Palmira, accusandoli di essere sostenitori del governo. Il gruppo, che ha preso il controllo della città la scorsa settimana, ha già ucciso almeno 200 persone, facendo circa 600 prigionieri. Per avere ragione sull'Isis sarà necessario adottare una strategia più flessibile.

Ne è convinta la Casa Bianca. Pur rimanendo impegnati nel compito principale di equipaggiare e addestrare l'esercito iracheno,  secondo la direttrice della comunicazione della Casa Bianca, Jen Psaki, gli Stati Uniti dovranno adattare la loro strategia. Qualche giorno fa il segretario alla difesa Ashton Carter aveva detto che le forze irachene a Ramadi "non hanno mostrato volontà di combattere". Una tesi che Psaki ha cercato di mitigare. "Credo che abbiamo visto alcuni problemi in passato: ci sono alti e bassi" ha dichiarato senza però insistere sugli spunti polemici del suo segretario alla Difesa.


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