Erano mamme, papà, bambini. Erano intere famiglie di cui non si hanno più notizie. Centinaia di persone che abitavano nella Grenfell Tower di Londra e che nella notte del 14 giugno hanno tentato di resistere al fumo e al fuoco che si sprigionava negli appartamenti, da un piano all'altro. Di loro adesso restano i disperati appelli dei cari in rete, le ultime telefonate registrate. Qui, alcuni dei loro nomi e delle loro storie.
Tanti i cognomi "esotici", mediorientali e asiatici. Almeno 76 secondo la Bbc le persone contate come disperse.

Le vittime

La prima vittima accertata è un rifugiato siriano di 23 anni. Il giovane si chiama Mohammed Alhajali e studiava ingegneria civile alla University of West London. Il suo sogno era quello di tornare un giorno in Siria per ricostruirla dopo la guerra civile. Il fratello, Omar Alhajali, è stato coinvolto nell’incendio ma è stato trovato in ospedale ed è in condizioni stabili.

È sono morti anche Marco Gottardi e Gloria Trevisan, la coppia di architetti italiani che a Londra era andata a lavorare.

I bambini

Un'altra piccola è Jessica Urbano, 12 anni, anche lei risulta fra i dispersi. A cercarla in rete è la cugina Natalie Garcia.

Tra le persone di cui non si hanno più notizie ci sono anche le tre sorelline Mirna, Fatima e Zainnb: di loro al momento si conosce solo il nome di battesimo, si sa che erano insieme a due parenti.

Jeremiah, di 2 anni, si trovava al 14esimo piano del grattacielo con la sua mamma Zainab Dean. Di loro non si hanno più notizie.

Isaac Shawo, 5 anni, si è smarrito durante la fuga. Stava scappando dal 18° piano coi genitori e il fratellino Luca, 3 anni. Isaac stava tenendo la mano di un vicino: si sono persi nel fumo nero.

I dispersi

Mariem Elgwahry, 27 anni si trovava al 19esimo piano del grattacielo quando è scoppiato l’incendio.

Mohamed “Saber” Neda, 57 anni, viveva con la famiglia al 20esimo piani del grattacielo. Di origini afghane, la moglie e il figlio sono ricoverati in ospedale. L’ultima volta che è stato visto, scrivono i parenti, stava aiutando delle persone all’ultimo piano della torre.

Agghiacciante la storia di Rania Ibraham, 30 anni e madre di due bambine di 3 e 5 anni. Residente al 23° piano, disperata, ha inviato sul suo profilo Facebook dei video per tentare di chiedere aiuto mentre le fiamme si propagavano. Nell'ultimo filmato prega in arabo e chiede perdono.

Khadija Saye, 24 anni, è una fotografa che ha recentemente esposto alla Biennale di Venezia. Alle 3 del mattino del 14 giugno ha scritto su Facebook che non riusciva a uscire dall'appartamento a causa del denso fumo. Nell'edificio anche la madre Mary Mendy, lì residente da almeno 20 anni.

Nadia Chouachir è un'altra dei giovani dispersi. I familiari hanno postato sui social un appello se qualcuno avesse delle notizie.

Yasin El-Wahabi, 21 anni, e la sorella Nurhuda, della stessa età, risultano entrambi tra i dispersi.

Residenti al 20° piano e dispersi Farah Hamdan, il marito Omar Belkadi e la figlia di 6 mesi Leena Belkadi. Sono salvi invece altri due bambini della coppia: sono stati trovati in ospedale, ma uno di loro è in coma.

Tra i dispersi ci sono anche Berikti Habtom e Ali Yawar Jafari, 82 anni, vivevano all’11° piano della torre Grenfell. E poi Nadia, 33 anni, e Malak Choucair; Ligaya Moore, 79 anni, di cui l'ambasciata delle Filippine cerca informazioni.

Scomparse anche le due sorelle, Sakineh Afraseiabi e Fatima.

Tony Disson, 66 anni, di lui nessuna traccia neanche negli ospedali.

Altri dispersi della Grenfell Tower sono Steve Power e Sheila Smith, 84 anni. Hamid Kani, iraniano di 61 anni, viveva al 15° piano del grattacielo.

Non si hanno più notizie neanche di Mo Tucco. Era alla Grenfell Tower con la moglie Amalahmedin e la figlia di tre anni per visitare alcuni parenti.

Abdulaziz Wahabi, sua moglie Faouzia e i figli Nurhouda, Yassin e Medhi vivevano al 21° piano. La sorella di Abdulaziz gli ha parlato nella notte: troppo fumo per fuggire. L'ultima volta che li ha visti stavano gesticolando dalla finestra. 

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