Esteri

Identità e sicurezza: così Sarkò vuole riprendersi l'Eliseo

L'ex presidente cerca di sintonizzarsi con i timori della popolazione. Ma dimentica che su questo terreno il candidato più credibile è Marine Le Pen

Nicolas Sarkozy sorride prima di entrare a Downing Street per un incontro da ex presidente con il premier britannico David Cameron – Credits: ANDREW COWIE/AFP/Getty Images

Nicolas Sarkozy ha sempre impostato le sue precedenti campagne presidenziali sulla questione della difesa dell'identità politica e culturale della Francia. Una strategia che ha funzionato molto bene nel 2007, quando si presentò come l'uomo forte che avrebbe raddrizzato le sorti della Repubblica, ma non nel 2012, quando fu sonoramente sconfitto da Francoise Hollande. E ora? Quale strategia adotterà l'ex presidente francese?

Secondo Anne-Sylvaine Chassany, eminente editorialista del Financial Times, tutto lascerebbe presagire che Sarkozy intenda ripetere il medesimo spartito di sempre anche qusta volta, puntando le sue carte - anche per prosciugare il crescente consenso che raccoglie il Fronte Nazionale di Marine Le Pen presso l'elettorato gollista - sulla difesa identitaria contro il pericolo di un'immigrazione senza regole e della prevedibile ripresa degli attentati terroristici.

Nel suo Tour pour la France, un libro autobiografico scritto dall'ex presidente e in uscita oggi a Parigi, Sarkozy dedica un intero capitolo a quello che ritiene - per opportunismo o per sincera convinzione - quello che ritiene il rischio più grave per il futuro della Francia: l'Islam. Le sue parole sono inequivocabili:

Diciamocelo chiaramente senza polemiche. Non è con tutte le religioni che ha oggi un problema la nostra Repubblica. Ce l'ha solo con una di esse che non ha svolto il lavoro necessario per integrarsi pacificamente nella  vita della Repubblica

A sostegno del suo ragionamento, e per far capire chiaramente quali siano le conseguenze pratiche della sua riflessione, Sarkozy fa una breve digressione storica. La Chiesa cattolica, di cui il numero uno gollista è un fedele, ha affrontato questa necessaria transizione agli inizi del 900, quando la Repubblica dovette espellere circa 5000 preti ritenuto non fedeli ai valori repubblicani e laici.

Dobbiamo fare lo stesso lavoro con l'Islam. Esso non può esonerarsi dalle regole che le altre religioni oggi rispettano perfettamente

Islam, immigrazione e sicurezza saranno dunque il cuore della campagna elettorale dell'ex presidente. Come già nel 2007 e nel 2012. Ma anche prima, quando era un semplice ministro ministro dell'Interno e fondò il Consiglio islamico francese sotto la cui guida tutti i mullah e tutte le moschee avrebbero dovuto attenersi.

Un'idea che ora Nicolas ha intenzione di rilanciare, così come ha intenzione di rilanciare un altro dei suoi cavalli di battaglia: la creazione di un ministero dell'identità francese che dovrà occuparsi della questione dell'integrazione dei musulmani di Francia. No al velo nelle università, nei gangli dell'amministrazione, sui posti di lavoro, nuovi criteri più restrittivi per concedere la cittadinanza.

Parole d'ordine del vecchio e del nuovo Sarkozy, che prima di poter sfidare il candidato socialista e quello del FN dovrà vedersela col suo rivale nell'UMP, quell'Alaine Juppé che rappresenta molto più di lui le idee moderate del conservatorismo francese. Il fatto vero però è che - se Sarkò vorrà porsi come il candidato della svolta - c'è già qualcuno, e molto più di lui, che è credibile su questo terreno: Marine Le Pen. Giocare elettoralmente sul terreno preferito della figlia dell'ex fondatore del Fronte Nazionale è un gioco molto pericoloso.

© Riproduzione Riservata

Commenti