Esteri

I gerarchi di Saddam Hussein al servizio di ISIS

Ai vertici dell’esercito baathista fino all'invasione Usa, Al Douri e Haji Bakr hanno guidato l’espansione islamista in Iraq e Siria

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Izzat Ibrahim al Douri, ex vicepresidente saddamita ora consigliere dell'Isis – Credits: GETTY

Per Lookout news

Nella guerra in Iraq dalle ceneri della dittatura di Saddam Hussein stanno riemergendo uno dopo l’altro i gerarchi passati al servizio del Califfo Al Baghdadi. L’ultimo è Izzat Ibrahim al Douri, vicepresidente ai tempi del regime di Hussein, considerato la mente di ISIS in Iraq. La sua salma è arrivata il 20 aprile a Baghdad, presa in consegna dai funzionari del ministero della Sanità irachena. Al Douri è stato ucciso il 18 aprile ad Hamrin, località situata circa 40 chilometri a nord-est di Tikrit, capoluogo della provincia settentrionale di Salaheddin.

 

Noto per la sua barba e i baffi rossi, era stato classificato dagli Stati Uniti al sesto posto tra i 55 gerarchi iracheni più ricercati dal Pentagono. Dopo l’invasione nel 2003, gli USA gli avevano assegnato il “re di fiori” nel mazzo di carte diffuso tra i militari americani per la sua cattura. Latitante da allora, sulla sua testa pendeva una taglia di 10 milioni di dollari. L’ultima sua dichiarazione risale allo scorso 5 aprile, quando manifestò il proprio sostegno all’intervento militare saudita nello Yemen contro gli insorti sciiti filo-iraniani.

 

IRAQI GENERAL IZZAT IBRAHIM AL-DURI PICTURED ON KING OF CLUBS PLAYING CARD.

Noto per la sua barba e i baffi rossi, al Douri era stato classificato dagli Stati Uniti al sesto posto tra i 55 gerarchi iracheni più ricercati dal Pentagono

Se è vero che è stato lui la mente dello Stato Islamico in Iraq, a concepire la nascita e l’espansione del Califfato in Siria sarebbe stato invece Samir Abd Muhammad Al Khlifawi, meglio noto con il nome Haji Bakr, ex colonnello dei servizi segreti dell’aviazione di Saddam Hussein, ucciso nel gennaio del 2014 da un reparto dell’esercito siriano libero a Tal Rifaat. Il settimanale tedesco Spiegel ha pubblicato una serie di documenti segreti in suo possesso, contenenti le strategie militari e la struttura gerarchica dell’organizzazione di Al Baghdadi.

 

Il legame tra ISIS e l’esercito di Saddam Hussein
I nomi di Haji Bakr e Izzat Ibrahim al Douri testimoniano dunque il legame tra ISIS e il regime di Saddam Hussein. Izzat Ibrahim al Douri, in particolare, era a capo della milizia Naqshbandi (Esercito degli Uomini dell’Ordine), organizzazione clandestina della resistenza baathista contro l’invasione delle truppe americane.

 

L’alleanza con ISIS risale ai primi di giugno, ai tempi della conquista da parte dei miliziani di Al Baghdadi della seconda città irachena, Mosul, proclamata capitale irachena dello Stato Islamico. E a sancirla all’epoca è stata la nomina di due ex generali dell’esercito iracheno, Azhar al-Obeidi e Ahmed Abdul Rashid, a governatori di Mosul e Tikrit.

 Ciò che ha accomunato i terroristi al soldo di Al Baghdadi e i membri del JRTN (acronimo dal nome arabo Jaysh Rijal at-Tariqa an-Naqshabandiya che identifica l’entourage militare di Saddam Hussein) è stata l’avversione per il governo sciita di Al Maliki e la volontà di riprendere il controllo di quanto è stato loro sottratto dall’intervento militare degli Stati Uniti.

 Ma ISIS e JRTN non sono alleati per natura. Le divergenze in seno alle due organizzazioni sono infatti tante, profonde e sempre più evidenti. Se ISIS vuole infatti cancellare i confini odierni dell’Iraq per costruire sulle sue ceneri uno Stato Islamico, i secondi rappresentano un movimento per larga parte secolare e progressista che vorrebbe ripristinare il primato del partito Baath nella politica e nella vita civile irachena, detenuto per decenni prima dell’invasione americana del 2003.

 Inoltre, l’inarrestabile violenza di ISIS – che già gli è valsa in passato l’isolamento da parte degli altri gruppi jihadisti operativi in Siria – costituisce l’altro nodo cruciale a cui si è opposto lo stesso JRTN, il quale ha denunciato i massacri dell’organizzazione terroristica e in particolare la persecuzione delle minoranze religiose cristiane e yazide irachene.

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