Oltre a essere tragica, sanguinosa e apparentemente senza fine, la guerra in Siria, è maledettamente complessa [Nyt] e difficile da seguire e capire.

Questo non vale solo per le diverse strategie e gli obiettivi degli attori del conflitto. È proprio arduo anche solo capire chi combatte contro chi. Più che due schieramenti, sembra invece una guerra di tutti contro tutti, senza regole.

Certo, ci sono alcune linee guida di comprensione. L'Isis, per esempio, è attaccato da tutti: a cominciare dalla coalizione guidata dagli americani, con i curdi dell'Ypg che fanno il grosso del lavoro a terra.

Ma anche dai gruppi ribelli, per esempio quelli del Free Syrian Army. E persino da un gruppo islamista come gli ex Al Nusra, ex Al Qaeda ora Jabhat Fateh al Sham.

Anche la Turchia adesso ci sta mettendo del suo, pesantemente, contro l'Isis, ma il suo intervento ha soprattutto l'obiettivo di fermare i curdi che stanno creando una specie di stato in nuce nel nord del paese - quindi l'esercito di Ankara bombarda l'Ypg, alleato degli Usa, ma contemporaneamente concede una base dalla quale gli Stati Uniti bombardano l'Isis.
In questa offensiva  di Ankara sono implicati anche i guerrieri del citato Free Syrian Army usati dalla Turchia contro le Syrian Democratic Forces, la coalizione sostenuta dagli Stati Uniti, della quale i curdi dell'Ypg sono la componente principale.

Ovviamente c'è il governo di Assad - sostenuto dal cielo dalla Russia e a terra dalle milizie sciite iraniane e di Hezbollah - , formalmente contro tutti i ribelli, ma più propenso a combattere contro gli altri "ribelli" come stanno tragicamente dimostrando ad Aleppo.

Ecco due versioni di "grafiche" che provano a spiegare.

La prima è realizzata dalla Cnn. Le frecce rosse indicano chi attacca chi; quelle blu chi sostiene chi. Andatela a vedere e salvatela perché questa aiuta a orientarsi.

La seconda è di Fusion.net, grottesca e amara. Non necessariamente più chiara.

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