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Esteri

Elezioni Grecia: Alba Dorata cresce ancora con il voto dei disoccupati

Spinta da un forte consenso tra i senza lavoro, la destra neonazista sfiora il 7% e porta 18 rappresentanti in parlamento

A fianco di quello che certifica la vittoria di Tsipras con Syriza al 35,47% per un totale di 145 seggi, altri due dati emergono con prepotenza dalle elezioni in Grecia: quello sull'astensionismo, con quasi un cittadino su due che ha disertato le urne (affluenza al 56,55%), e l'ulteriore crescita di Alba Dorata, che arriva al 6,99% dei consensi, con 18 suoi rappresentanti a sedere nel futuro parlamento di Atene.

Il boom tra i senza lavoro
Da dove arrivano così tanti voti al movimento neonazista guidato dal 57enne Nikolaos Michaloliakos, una giovanile laurea in matematica e un presente agli arresti domiciliari con l'accusa di aver costituito un'organizzazione criminale insieme ad altri vertici del partito? Più che l'ideologia, sono stati sfiducia e scontento a riempire le urne di schede a favore di Alba Dorata, capace di parlare alla pancia di quanti pensano di non aver davvero più nulla da perdere, ovvero i tanti disoccupati messi in ginocchio da sei anni di crisi. Secondo le analisi di voto, infatti, nel segmento dei senza lavoro il consenso alla destra neonazista sarebbe arrivato addirittura al 16,6%, fomentato anche dall'emergenza scatenata dall'esodo di migranti verso le isole greche.

Un pericolo che l'UE deve considerare
Proprio gli immigrati sono stati tra l'altro oggetto di recenti aggressioni da parte dei militanti di Alba Dorata, alla quale sono stati anche ricondotti in passato gli omicidi di un rapper e di un militante di sinistra. Ma - si sa - quando monta la rabbia della protesta certi "dettagli" finiscono per passare in secondo piano: l'importante, come sottolineato da diversi osservatori politici ellenici dopo queste elezioni, è che vengano però considerati dalle future politiche della UE nei confronti della Grecia di Tsipras. Altrimenti, tra estrema destra e insoddisfatti astensionisti che possono diventare qualsiasi cosa, il rischio di pericolose deflagrazioni politico-sociali si farà sempre più alto.

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