ll Parlamento greco approva una nuova serie di misure di austerità concordate tra il governo di Alexis Tsipras e i creditori internazionali. L'incubo dei greci si è avverato e ora si ritroveranno ancora di più stretti nella morsa dei tagli per tre anni.

Gli scioperi
Gli scioperi, che non si erano mai placati, sono proseguiti anche durante la votazione del 18 maggio. Decine di giovani con il volto coperto hanno cercato di avvicinarsi al Parlamento con bottiglie molotov ma sono stati respinti dalle forze di polizia che sono ricorse al lancio di gas lacrimogeni. Ad Atene è stato calcolato che circa 12 mila persone abbiano manifestato ed altre decine di migliaia lo faccano ogni giorno nelle altre principali città, da Salonicco a Patrasso. Quelle più dure sono state le proteste che sono degenerate in scontri con la polizia riportando, soprattutto la capitale greca, indietro nel tempo ovvero al periodo buio dello scontro sociale, tra il 2010 e il 2012. 

Cosa accade con l'Austerity
Le misure appena adottate sono state definite di alleggerimento del debito e sono necessarie per sbloccare una tranche di prestiti che servono ad Atene per rimborsare 7 miliardi di euro di debito ai suoi creditori, Ue, Bce e Fmi il prossimo luglio. Le nuove misure di rigore si aggireranno su un totale di 4,9 miliardi di euro, applicabili tra il 2018 e il 2021, vale a dire subito dopo la fine del programma di risanamento in corso. Una nuova mazzata per la popolazione: i provvedimenti infatti prevedono ulteriori tagli alle pensioni e nuovi aumenti di imposte.

La speranza di Tsipras
Con questo piano appena approvato il governo di Atene spera di poter aprire la trattativa per una ristrutturazione del debito greco, pari al 179% del pil, durante la riunione dei ministri delle Finanze dell'eurozona il 22 maggio prossimo.


© Riproduzione Riservata

Commenti