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Esteri

Gerusalemme, due poliziotti israeliani uccisi dai terroristi: cosa sappiamo finora

Tre arabi-israeliani hanno sparato sugli agenti nella zona sacra del Monte del Tempio/Spianata delle Moschee prima di essere colpiti a morte. Foto, video

Tre uomini, identificati come arabo-israeliani, hanno attaccato la polizia nei pressi del Monte del Tempio (per gli ebrei) / Spianata delle Moschee (per i musulmani) a Gerusalemme.

I fatti

Nel conflitto a fuoco sono morti due poliziotti israeliani e i tre attentatori.

Secondo la ricostruzione di Luba Simri, portavoce della polizia israeliana, i tre uomini sono arrivati sul luogo dell'attentato e si sono diretti verso una delle porte della Città Vecchia di Gerusalemme. Appena hanno individuato i poliziotti, hanno aperto il fuoco sugli agenti e si sono diretti di corsa verso una delle Moschee. È immediatamente partito un inseguimento che in pochi secondi ha portato all'uccisione dei tre terroristi.

I due poliziotti uccisi si chiamavano Hael Sathawi, di 30 anni residente a Maghar; e Kamil Shanan, 22 anni, residente a Hurfeish.

Lo Shin Bet ha identificato i tre assalitori. Sono Mohammed Ahmed Mohammed Jabareen, 29 anni; Mohammed Hamed Abd Al-Latif Jabareen (19 anni) e Mohammed Ahmed Mafdal Jabareen (19). Nessuno dei tre aveva precedenti né era mai stato segnalato come pericoloso.

 

Le reazioni

Le autorità israeliane hanno chiuso l'area, che è considerata fra i luoghi più sacri per l'Islam e l'ebraismo, per motivi di sicurezza.

La chiusura ha però interrotto il flusso di fedeli musulmani nel giorno - venerdì - deputato alla festa e alla preghiera. E il provvedimento ha sollevato le critiche di alcuni leader palestinesi che hanno anche inneggiato a azioni di resistenza.

Secondo Haaretz, la cancellazione della preghiera del venerdì dei musulmani alla Spianata delle Moschee non è mai avvenuta dopo il 1990. Non si è mai verificata nemmeno nel corso della seconda intifada (2000-2005), e si teme possa causare tensioni in città.

Ovviamente Hamas, che invita costantemente i palestinesi ad attaccare la polizia e gli ebrei, ha definito "eroici" i tre terroristi, attraverso una dichiarazione di uno dei portavoce dell'organizzazione, Abdel-Latif al-Qanoua.

Condanna dell'attentato è arrivata invece da Abu Mazen, presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp). Abu Mazen ha telefonato al premier israeliano Benyamin Netanyahu, esprimendo il rifiuto della violenza, specialmente nei luoghi sacri. Mazen ha anche chiesto al primo ministro di revocare la chiusura ai fedeli della Spianata.

Ancora nessuna rivendicazione è stata resa pubblica.

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