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Esteri

Guerra di Gaza: i miti e i fatti

Chi ha iniziato? I morti palestinesi sono per la maggior parte civili? Ecco alcuni dati che fanno riflettere. Sperando che la tregua tra Israele e Hamas regga...

"La disinformazione è un'arma di distruzione di massa", cantavano qualche anno fa i Faithless. Purtroppo, tuttavia, l'informazione si fa più confusa proprio durante i conflitti, quando c'è bisogno di tutto fuorché di benzina gettata sul fuoco. E così, mentre è appena finita l'ennesima guerra tra israeliani e palestinesi, possiamo fare un bel respiro e, augurandoci che la tregua regga il più a lungo possibile, analizzare alcuni “miti” che abbiamo sentito negli ultimi giorni e metterli a confronto con i fatti.

Mito n. 1: Ha cominciato Hamas
Fatto: non c'è mai stata una “pace”, ma questa escalation è partita (prevalentemente) da parte israeliana.

Spiegazione super-breve: Se per “Seconda Guerra di Gaza”, come i media hanno già ribattezzato questo conflitto, s'intende l'escalation delle ostilità tra Israele e milizie palestinesi di Gaza, allora l'iniziativa parrebbe israeliana. Ma, anche qui, dipende da che cosa si intende per “escalation”.
Spiegazione un po' meno breve: Da oltre dieci anni Hamas ed alleati lanciano razzi su Israele da (l'anno peggiore è stato il 2008), dal canto suo anche Israele colpisce Gaza. Insomma, c'è sempre stato un “conflitto a bassa-intensità”, ma all'inizio di novembre la situazione comincia a precipitare: giovedì 8 c'è uno scontro a fuoco lungo il confine, tra esercito israeliano e milizie di Gaza, viene ucciso un ragazzino di 12 o 13 anni;

  • sabato 10 un carro armato su territorio israeliano viene colpito da un razzo palestinese, i carri armati rispondono lanciando razzi su Gaza.
  • Domenica 11: piovono su Israele più di 100 razzi sparati da Gaza (prima gli attacchi erano costabti ma meno intensi)
  • Lunedì 12: si sparge la voce di una tregua
  • Martedì 12: il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh conferma la tregua... ma poche ore dopo un razzo palestinese è lanciato sulla cittadina di Ashdod.
  • Mercoledì 14: Israele elimina con un'omicidio mirato il capo dell'ala militare di Hamas, Ahmed Jabari. L'esercito israeliano annuncia (su Twitter ) l'inizio di una “vasta campagna”

Nota: il tutto va inoltre inserito nel macro-conflitto arabo israeliano che va avanti... be', da circa cento anni. Insomma, messa in un ampio contesto la domanda “chi ha iniziato” rischia di essere mal posta.
Fonti: cronologia stilata da Emily Hauser per The Atlantic

Mito n.2: la maggior parte delle vittime palestinesi sono civili, donne e bambini.
Fatto: In realtà civili costituiscono il 40% delle vittime palestinesi (le donne il 10% e i minorenni il 20%)

Spiegazione: Distinguere tra civili e militari è purtroppo difficile, perché le milizie palestinesi non sono un esercito regolare. Un recente dossier rilasciato il 21 novembre, l'ultimo giorno del conflitto, da Btselem, Ong israeliana spesso tacciata di essere filo-palestinese perché si occupa di diritti umani nei Territori occupati, ha stilato un bilancio: 102 vittime palestinesi, di cui “almeno 40 civili,” dieci donne e 20 minorenni. Da notare che la categoria di minorenni non equivale necessariamente a civile, perché le milizie palestinesi (Hamas, Jihad islamica, cellule salafite) purtroppo utilizzano anche adolescenti in ruoli di combattimento. È assai più raro (seppure non inaudito) l'utilizzo di donne – il che in parte spiega perché rappresentano una percentuale così esigua delle vittime, nonostante siano circa la metà della popolazione.

Nota: i civili costituiscono molto spesso la maggior parte delle vittime di guerra (in Iraq in alcuni momenti il rapporto è stato addirittura di 10 a 1!). In questo senso, la Palestina costituisce più un'eccezione che la regola.
Fonte: report preliminare di Btselem

Mito n.3: i razzi palestinesi sono artigianali e non ammazzano nessuno
Fatto: i razzi palestinesi uccidono eccome (peraltro più civili che militari)

Spiegazione: le milizie palestinesi sono in possesso sia di razzi complessi di fabbricazione iraniana, sia di razzi più artigianali fabbricati a Gaza. I razzi “industriali” possono coprire distanze più lunghe, ma spesso i razzi artigianali sono più letali perché, colpendo a distanza ravvicinata, non c'è il tempo necessario per trovare riparo. Finora i razzi palestinesi hanno ucciso 26 civili israeliani, di cui due adolescenti e tre bambini piccoli (sotto i 4 anni): quasi tutti vittime di razzi artigianali. Molti altri sono stati feriti, anche gravemente.
Il numero di vittime è basso, specie se si tiene conto che le milizie palestinesi hanno lanciato più di 12 mila razzi. Ma si spiega con due fattori. Prima di tutto, Israele è molto bravo a difendere i civili, sia con i sistemi anti-missile che grazie a una vasta rete di rifugi anti-aerei. In secondo luogo, le unità di soccorso medico sono addestrate specificatamente, dunque la possibilità di morire una volta ricevuti i soccorsi sono alte (cosa che purtroppo non accade in altre zone di guerra).

Fonte: lista di vittime israeliane compilata dal sito MondoWeiss

Mito n.4: Israele avverte prima di bombardare, così i civili palestinesi riescono a mettersi in salvo.
Fatto: è vero, ma non sempre serve a qualcosa.

Spiegazione: l'esercito israeliano spesso avvisa la popolazione di un raid, con chiamate telefoniche pre-registrate o lanci aerei di volantini. Nel corso di questa ultima operazione militare, per esempio, l'aviazione ha lanciato su Khan Younis alcuni volantini in cui suggeriva alla popolazione di tenersi alla larga da “esponenti di Hamas” in vista di un raid aereo. In altre occasioni, consigliava l'evacuazione di alcune zone.
Il problema è che spesso la popolazione non ha scelta, sia perché Hamas è praticamente ovunque e di conseguenza “tenersi alla larga” è impossibile, sia perché la Striscia di Gaza è molto piccola e il confine con l'Egitto è spesso chiuso: dove dovrebbero rifugiarsi?

Fonte: agenzia AFP

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