Esteri

Israele-Palestina: "Basta sia ai raid su Gaza che ai razzi di Hamas"

Umiliana Grifoni, responsabile dell'ufficio Mediterraneo di Oxfam Italia: "La situazione è drammatica, serve un cessate il fuoco immediato da entrambe le parti" - Video: 1  - 2  - 3  - 4 - Foto: 1  - 2 - Il dubbi di Obama  - Verso l'escalation?  - Armi e tattiche

Un camion cisterna di acqua di Oxfam a Gaza – Credits: WEB/Oxfam.org

Più di 90 morti e centinaia di feriti. Sono i drammatici numeri che arrivano da Gaza con il perpetuarsi dell'escalation di violenza tra Hamas e Israele. Continuano i raid aerei israeliani e continuano a suonare le sirene nello Stato ebraico, che annunciano l'arrivo di razzi palestinesi. Anche il Libano si è mosso. Due missili sono stati lanciati dal Sud del Paese verso Israele e si teme che il conflitto si allarghi. Il presidente Usa Barack Obama ha offerto la mediazione degli Stati Uniti per far cessare il fuoco, ma la situazione nei Territori è incandescente. 

Preoccupa il lato umanitario del conflitto. A Gaza cominciano a scarseggiare medicinali e acqua. "L’intensificarsi del conflitto porterà solo ulteriori sofferenze alla popolazione ed impedisce alle organizzazioni umanitarie di portare loro assistenza. La settimana scorsa abbiamo dovuto evacuare tutto lo staff internazionale dalla Striscia di Gaza", dichiara a Panorama.it Umiliana Grifoni, responsabile dell'ufficio Mediterraneo di Oxfam Italia (La confederazione delle ong internazionali).

Attualmente qual è la situazione a Gaza?

Negli ultimi tre giorni, con l'escalation delle violenze e l'intensificarsi dei raid israeliani, la situazione a Gaza è diventata drammatica, con molti morti e feriti, soprattutto donne e bambini.

Ma i raid aerei israeliani non sono "mirati" a colpire installazioni militari di Hamas?

Sì, ma chi conosce Gaza sa bene che il territorio non è esteso e, quindi, le case dei civili sono assiepate una accanto all'altra o accanto a obiettivi militari. E' inevitabile che le bombe di Israele colpiscano anche i civili e i bambini in particolare, che sono i più deboli. E poi, i raid hanno colpito anche diverse infrastrutture idriche, acquedotti e pozzi, un ospedale e una clinica mobile. L'acqua è da sempre un grande problema per Gaza e oggi è nuovamente allarme. Scarseggiano i medicinali. La situazione è estremamente drammatica e Oxfam chiede un cessate il fuoco immediato a entrambe le parti per aiutare la popolazione civile.

Avete del personale a Gaza o hanno tutti lasciato la Striscia?

Oxfam ha uno staff di 33 persone a Gaza, 9 delle quali sono italiani. Siamo in costante contatto con loro per pianificare azioni di soccorso e per cercare di tamponare i danni ai programmi agricoli che stiamo finanziando nella Striscia. Con i raid aerei i contadini non escono nei campi e molte colture vanno raccolte proprio in questo periodo. A disastro si aggiunge disastro.

Quali sono le priorità adesso per aiutare la popolazione di Gaza?

Oxfam ha già pronto un piano di emergenza. Le prime necessità sono: medicinali e supporto psicologico alle vittime. La spirale di violenza che si è innescata, tra i razzi lanciati contro Israele e i raid israeliani su Gaza, mostra l'incapacità di trovare una soluzione pacifica da entrambe le parti e rischia di aumentare le conseguenze drammatiche del conflitto. Per questo abbiamo chiesto alla comunità internazionale, Onu in testa, di aumentare la pressione su Israele e sui palestinesi, affinché si raggiunga un cessate il fuoco immediato.

Esiste un corridoio umanitario verso Gaza?

Oggi dovrebbero entrare a Gaza sei camion di medicinali attraverso un check-point. Poi, l'Egitto ha aperto il valico di Rafah, per permettere ai feriti gravi di essere trasportati lontani dalla Striscia in ospedali dove possono ricevere delle cure. Ogni sostegno alla nostra azione è il benvenuto. Bisogna impegnarsi perché la situazione non peggiori ulteriormente. Bisogna impegnarsi sul terreno e al livello della comunità internazionale affinché le violenze finiscano. Sia quelle israeliane a Gaza che quelle palestinesi contro Israele.

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