Mentre, da ieri, è in corso un durissimo sciopero dei tassisti in tutto il paese, Uber France è stata condannata a pagare 1,2 milioni di euro all'Union Nationale des taxi. La decisione del tribunale di Parigi arriva in coincidenza con il secondo giorno di sciopero dei tassisti francesi contro l'app Usa. La decisione del tribunale di Parigi contro le "derive" del settore degli Ncc di ultima generazione riguarda, in particolare, le direttive rivolte agli autisti dalla direzione di Uber France circa la possibilità di sostare in strada in attesa di clienti senza prenotazione. Direttive che l'Union Nationale des Taxis ha ritenuto "ambigue". In Francia la possibilità di prendere clienti in strada è riservata solo ai taxi con licenza.

Intanto, per il secondo giorno consecutivo, e nonostante la promessa del governo di nominare un mediatore, continua l'assedio dei taxi alle città francesi. A Parigi blocchi a Bercy - sede del ministero dell'Economia primo accusato dai tassisti per la "deregulation" che favorirebbe NCC e Uber - a Porte Maillot e negli aeroporti. Il principale, Roissy-Charles de Gaulle, è questa mattina inaccessibile alle auto.

La Francia è paralizzata dalla mattina di ieri dallo sciopero dei tassisti, che protestano contro la concorrenza sleale da parte di altri servizi, come le cosiddette auto con conducente, di cui Uber è il marchio più famoso. Blocchi stradali e incidenti si sono verificati in alcuni punti di accesso cruciali a diverse città del Paese, come Parigi, Marsiglia e Tolosa. A Parigi la prefettura della polizia ha fatto sapere che una ventina di persone sono state arrestate nelle prime ore del mattino nei tafferugli avvenuti in particolare nella zona di Porte Maillot, nel XVI arrondissment, come pure nei pressi dell'aeroporto di Orly.

Gli arresti di Porte Maillot hanno a che fare con il fatto che in quella zona diverse centinaia di tassisti si sono radunate per protestare e alcuni di loro, per interrompere il traffico, hanno lanciato pneumatici e appiccato fuoco ad alcuni oggetti lungo l'autostrada che circonda la capitale. I tassisti, che oltre che in Francia protestano oggi anche in Italia, Belgio, Svizzera, Spagna e Regno Unito, si sono mobilitati nel giorno in cui i sindacati hanno proclamato un giorno di sciopero di tutti i dipendenti pubblici. In Francia si calcola che vi fossero circa 1500 tassisti sulle strade.

Decine di agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti ieri mattina  intorno a mezzogiorno a Porte Maillot, nei pressi del Palazzo dei Congressi. Anche nei pressi degli aeroporti di Orly e Charles de Gaulle (dove molti voli sono stati cancellati) i manifestanti, con i loro veicoli, hanno bloccato le strade, e ne sono scaturite tensioni con automobilisti e forze dell'ordine.

A Orly un conducente, che aveva provato a forzare uno dei blocchi creati dai tassisti, ha provocato un incidente con due feriti e una persona è stata fermata sul posto. A Tolosa le tensioni hanno portato alla chiusura della linea di tram che collega la città all'aeroporto e un blocco è stato allestito dai tassisti nei pressi della stazione ferroviaria di Matabiau. A Marsiglia i tassisti per protestare hanno scelto la formula della cosiddetta 'operazione lumaca', in cui i taxi camminavano in corteo a bassa velocità. 

Lo sciopero dei taxi di questi giorni giunge a più di sei mesi da un altro sciopero nel quale si erano verificati scontri. Per evitare che si ripetesse la stessa situazione di allora, il governo aveva preso dei provvedimenti, come per esempio il messaggio del segretario di Stato per i Trasporti Alain Vidalies, che ha confermato che le forze dell'ordine avrebbero intensificato i controlli, in particolare contro i Vtc che compiono pratiche vietate. Si tratta, soprattutto, di impedire ai cosiddetti 'veicoli con conducente' tra cui quelli che operano con la piattaforma Uber di circolare in città o vadano negli aeroporti alla ricerca dei clienti, mentre in realtà possono solo offrire il servizio previa prenotazione. Secondo il presidente della ditta Taxis G7, Serge Metz, negli ultimi sei mesi le entrate sono calate del 30% a causa della concorrenza dei Vtc e lui chiede che venga applicata la legge che ne regolamenta l'attività. Su una posizione radicale la Confederazione generale del lavoro, che afferma: "Se lo Stato è incapace di far applicare la legge, sopprima i Vtc o indennizzi i taxi".

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