Esteri

Distensione tra Pechino e Taiwan: opposizioni in piazza

L'incontro tra i presidenti delle due Cine, dopo il gelo settantennale, scatena le proteste dei gruppi antigovernativi nell'isola

 

L'annuncio dello storico incontro tra i presidenti di Cina e Taiwan ha scatenato nell'isola proteste e forti critiche provenienti dall'opposizione al governo di Ma Ying-jeou. In centinaia hanno manifestato, oggi, di fronte al palazzo presidenziale di Taiwan, dopo la conferma cinese dell'incontro di sabato prossimo a Singapore tra i leader dei due lati dello Stretto, Xi Jinping, e Ma Ying-jeou, il primo dal 1949.

Le proteste di questo pomeriggio di fronte all'ufficio di Ma hanno coinvolto alcune sigle di opposizione al governo del Kuomintang - il partito nazionalista di Taiwan, oggi al governo - e gruppi studenteschi, che hanno scandito slogan per chiedere l'annullamento dell'incontro. L'ufficio del presidente di Taiwan ha specificato che il summit tra i due leader - che sabato sera ceneranno anche insieme nella citta'-Stato - servirà soprattutto a consolidare i rapporti tra Pechino e Taipei e a mantenere lo status quo delle relazioni, negando, invece, l'ipotesi di un calcolo politico dietro l'incontro e respingendo l'accusa di opacità nelle trattative per l'evento. Le spiegazioni provenienti dall'ufficio di Ma non hanno convinto il Dpp, il Partito Democratico Progressista, il maggiore partito di opposizione di Taiwan. Forti dubbi sull'incontro sono stati espressi fin dalla mattina di oggi: il Partito Democratico Progressista (Dpp), più critico del Kmt verso Pechino, aveva chiesto lumi sulla tempistica dell'incontro al presidente, che domani in conferenza stampa parlerà dell'evento da tutti definito storico.

Il Dpp ha chiesto anche, in un documento di cinque punti, di non sfruttare l'evento a fini elettorali, a poco più di due mesi dalle presidenziali del 16 gennaio prossimo che vedono, oggi, il Kuomintang molto indietro nei sondaggi rispetto al Dpp, e che, qualunque sia l'esito, segneranno il ritiro dalla politica di Ma Ying-jeou, dopo due mandati al vertice dell'isola. Toni molto critici sull'evento da parte di Tsai Ing-wen, la candidata alle presidenziali di gennaio prossimo per il Dpp e data per favorita, che oggi si è detta "molto sorpresa" dall'annuncio del meeting, reso noto a Taiwan già nella serata di ieri. "Lasciare che la gente sappia in modo cosi' caotico è dannoso per la democrazia di Taiwan", ha dichiarato Tsai.


La conferma dell'incontro Xi-Ma da parte cinese è arrivata questa mattina, ora locale, con un annuncio comparso sull'agenzia Xinhua dell'Ufficio per le Relazioni con Taiwan, che ha definito l'evento una "pietra miliare" nello sviluppo delle relazioni tra i due lati dello Stretto. L'incontro, ha specificato, Zhang Zhijun, responsabile del Pcc per i rapporti con Taiwan, avverrà sotto il principio della "unica Cina", stabilito nel 1992 tra Pechino e Taipei: l'accordo vede le due parti concordare sul fatto che non esistono due Cine distinte, ma  oggi Cina e Taiwan danno all'intesa di oltre venti anni fa significati profondamente diversi.

Il meeting tra i due leader, che si rivolgeranno l'un l'altro utilizzando il titolo di "signore", non porterà alla firma di alcun accordo, né ad alcuna dichiarazione congiunta, secondo quanto affermato dallo stesso ufficio presidenziale di Taiwan. Singapore sarà la seconda tappa di un viaggio nel sud-est asiatico da parte di Xi Jinping, che domani partirà per il Vietnam, Paese con cui Pechino ha in corso rivendicazioni territoriali su alcune isole del Mare Cinese Meridionale.

Il suo arrivo a Singapore è previsto nella giornata di venerdì. I rapporti tra i due lati dello Stretto di Formosa, che divide Cina e Taiwan, sono generalmente migliorati con l'inizio del mandato di Ma Ying-jeou, segnato da diversi accordi commerciali con Pechino e dalla ripresa del dialogo ad alti livelli tra le due parti, nel 2008, quando Ma ha assunto per la prima volta la carica di presidente dell'isola. La posizione morbida verso Pechino del Kuomintang deve, però, fare i conti all'interno con forti resistenze. Lo scorso anno, il movimento studentesco dei Girasoli aveva occupato per tre settimane il parlamento di Taipei, lo Yuan Legislativo, in segno di protesta contro un patto commerciale tra Pechino e Taipei, che avrebbe danneggiato l'economia di Taiwan, secondo gli studenti, e in particolare la piccola e media impresa. Quest'anno, ad agosto, un'altra manifestazione studentesca contro la revisione dei libri scolastici in chiave troppo filo-riunificazione aveva portato oltre mille persone di fronte alla sede del Ministero dell'Istruzione di Taipei per chiedere l'abbandono della proposta di legge. (AGI)


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