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Esteri

Corea del Nord: l'ultimo missile di Kim-Jong Un allarma l'Onu

Convocato d'urgenza il Consiglio di sicurezza per il lancio del vettore capace di montare una testata nucleare e a gittata intercontinentale

Il Musudan modificato, missile di media gittata tutto "made in Corea del Nord" e capace di trasportare una testata nucleare, giace ora in fondo al Mar del Giappone dopo una parabola di 500 km. Ma ad agitarsi, dopo l'ultima delle tante "follie" del dittatore Kim Jong-Un, sono le acque di tutta la politica internazionale.

Riunione d'urgenza all'Onu
Dopo che lo stesso governo di Pyongyang ha confermato l'avvenuto lancio alla presenza dello stesso Kim Jong-Un, definendo il test un successo del suo "nuovo sistema di armamento strategico", su richiesta di Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone è stata infatti indetta a New York una riunione d'urgenza e a porte chiuse del Consiglio di sicurezza dell'Onu per le 17 locali (le 23 italiane). Mentre una nota di ferma condanna è già arrivata dal "fronte russo" per voce del ministro degli Esteri di Mosca: "Consideriamo il lancio missilistico condotto dalla Corea del Nord il 12 febbraio un'altra dimostrazione di sprezzante inosservanza delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Non possiamo che rammaricarci ed essere preoccupati per questo", ha affermato Sergej Viktorovic Lavrov. "Date le circostanze, esortiamo tutte le parti interessate a mantenere la padronanza di sé e astenersi da azioni che potrebbero far aumentare ulteriormente la tensione".

Più che nei confronti della Russia, la provocazione di Kim Jong-Un sembra però essere diretta al neo-presidente Donald Trump, che da parte sua ha immediatamente appoggiato il governo giapponese ("Un'iniziativa assolutamente intollerabile!", le parole del premier Shinzo Abe, in visita proprio negli Usa) nella richiesta di una linea dura contro la Corea del Nord: "Voglio che tutti capiscano e sappiano che gli Stati Uniti sono al 100% al fianco del Giappone, un grande alleato", ha infatti affermato il tycoon. 

Missili intercontinentali
Direttamente interessata è poi ovviamente anche la Corea del Sud, il cui Comando di Stato maggiore ha sottolineato con preoccupazione come il vettore utilizzato per il test fosse "un Musudan a gittata intermedia modificato e possibilmente dotato di motore a combustibile solido". Quest'ultimo fattore, confermato anche dal governo nordcoreano nella nota diffusa dopo il lancio, è il dettaglio più allarmente, in quanto lascia intendere che Pyongyang sta mirando alla messa a punto di missili intercontinentali (per i quali il combustibile solido è un elemento essenziale) e come tali in grado di colpire l'isola di Guam, territorio sotto il controllo degli Stati Uniti.

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