Il dittatore della Corea del Nord Kim Jong un, nel corso dei 5 anni dalla sua presa del potere, ha ordinato direttamente la condanna a morte di 340 persone. Lo afferma un rapporto dell'Istituto strategico per la Sicurezza nazionale, un servizio di intelligence della Corea del Sud, che parla di atti "palesemente inumani" compiuti dal dittatore per consolidare il suo potere.

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Fra i giustiziati, 140 erano alti ufficiali dell'esercito, menbri del governo o dirigenti sindacali.

Bruce Bennet, analista politico statunitense, spiega in un'intervista alla Cnn che il dittatore ha raggiunto livelli di brutalità esagerati. In cinque anni, per esempio, ha eliminato per ben 5 volte il Ministro della difesa. L'ultima volta è successo nello scorso mese di maggio: Hyon Yong-chol era stato accusato di corruzione e fatto giustiziare in pubblico con un colpo di cannone antiaereo.

E naturalmente, sottolinea Bennet, il dittatore si era assicurato che tutta la famiglia del ministro fosse presente all'esecuzione. Il padre del dittatore, Kim Jong Il, nei 17 anni della sua dittatura aveva sostituito il ministro della difesa soltanto 3 volte (e in due casi i ministri erano deceduti per cause naturali legate all'età).



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