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Esteri

Corea del Nord, nuove sanzioni Onu contro la bomba H

L'annuncio del test nucleare è l'ultima follia del dittatore Kim Jong un. La reazione al Palazzo di vetro e i dubbi degli esperti Usa

La Corea del Nord sfida il mondo e, a sorpresa, effettua il quarto test nucleare affermando di aver utilizzato "con successo", e per la prima volta, una bomba a idrogeno, passo ulteriore per lo status di Superpotenza militare.

Una mossa che ha spiazzato la Cina, l'alleato storico, e che ha trovato l'immediata e durissima condanna di Usa, Corea del Sud, Giappone (e Russia), con tanto di convocazione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu

 

Il messaggio alla nazione

"Abbiamo effettuato con successo un test nucleare per difenderci dagli Stati Uniti", ha diffuso l'emittente di Stato Kctv a un Paese nella morsa del freddo, attraverso il volto della anchorwoman Ri Chun-hee, quella degli annunci più importanti e solenni, come le morti di Kim Il sung e Kim Jong il, padre e figlio, rispettivamente fondatore della Nazione e promotore del Songun, la politica dei "militari prima di tutto".

"Se gli Usa non violeranno la sovranità della Corea del Nord non useremo l'arma nucleare", è stato un altro passaggio del messaggio seguito da decine di persone anche davanti al maxi schermo davanti alla stazione centrale di Pyongyang. Una affermazione ribadita anche all'Onu: "non saremo mai i primi ad usare l'atomica".

Destabilizzare la regione

Il segretario generale Ban Ki-moon, un sudcoreano, è stato perentorio: "il nuovo test è profondamente preoccupante, destabilizzante per la sicurezza della regione, e costituisce una seria minaccia per la comunità internazionale", ha dichiarato, chiedendo a Pyongyang di "rispettare i suoi obblighi sulla denuclearizzazione" e chiedendo "l'immediata sospensione di ogni attività" capace di "destabilizzare in profondità la regione" su cui, al contrario, il riavvio di un faticoso dialogo tra Nord e Sud aveva fatto sperare in meglio sul futuro della penisola.

Nuove sanzioni

E ci sono nuove sanzioni in vista per la Corea del Nord. Lo ha annunciato, dopo una riunione di emergenza, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che ha definito il nuovo test una "chiara violazione" delle sue risoluzioni, assicurando che inizierà a lavorare immediatamente su ulteriori misure restrittive con una nuova risoluzione: l'ultima di una lunga serie che però non è servita a frenare la corsa al nucleare militare della Corea del Nord.

L'opposizione degli alleati cinesi

Anche la Cina, con una portavoce del ministero degli Esteri, ha chiaramente espresso "ferma opposizione" al test, peraltro "non anticipato" e che viola gli obblighi contenuti nelle risoluzioni Onu, riservandosi di fare "tutti gli approfondimenti possibili per fare chiarezza sulla vicenda".

I dubbi degli Usa

"È un evento storico nella storia del Paese", frutto della decisione dell'attuale leader Kim Jong un che "il 3 gennaio", 5 giorni prima del suo 33/mo compleanno, ha siglato l'ordine di via libera all'operazione. Una bomba all'idrogeno, su cui militari, 007 di Seul e anche la Casa Bianca, hanno espresso forti dubbi a causa della contenuta detonazione ("solo" 6 chilotoni, invece dei 20-50 megatoni degli esperimenti russi e americani), che ha creato un sisma artificiale di magnitudo 5.1, secondo il servizio geologico Usa, con epicentro a Punggye-ri, nell'est del Paese, il poligono nucleare di Pyongyang.

Prudente ma risoluta la Casa Bianca nella sua prima reazione: "le prime analisi non concordano con la rivendicazione del regime di aver testato con successo una bomba all'idrogeno", ha riferito in un briefing il portavoce, Josh Earnest, ammonendo pero' che ogni test nucleare e' una "provocazione" e una "flagrante violazione" delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Una provocazione inaccettabile e irresponsabile": aveva condannato poco prima il Pentagono dopo un colloquio tra il segretario alla difesa Usa Ash Carter e il suo collega sudcoreano Han Min-koo, che  hanno concordato sull'opportunita' di "conseguenze".

Le condanne dell'Europa

Condanne unanimi anche da Gran Bretagna, Francia e Italia, con il ministero degli Esteri, Paolo Gentiloni che ha parlato di "grave violazione del diritto internazionale". Intanto il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha convocato un vertice straordinario per "un esame immediato della situazione" e la successiva condanna senza appello del test. Mentre il capo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per il Trattato sul bando dei test nucleari, Lassina Zerbo, ha chiarito che, se confermata, la prova di forza del Nord "sarebbe una violazione e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale". Di sicuro, l'avvio di un nuovo ciclo di negoziati ad altissima tensione.

Gli esperti sostengono che ci vorranno "giorni o settimane" per stabilire la veridicità del test, tuttavia la reazione dei paesi più vicini, Corea del Sud e Giappone è stata immediata. "Prenderemo le giuste contromisure, reagiremo", hanno detto all'unisono, la presidente Park Geun-hye e il premier Shinzo Abe, che hanno ricordato il perdurare delle violazioni degli accordi passati presi presso il Consiglio di sicurezza dell'Onu, assicurando stretta cooperazione con gli alleati, Usa in testa. Che aggiungono un ulteriore grattacapo dopo la fiammata delle tensioni tra Arabia Saudita e Iran. (Ansa)

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