In poco più di 120kmq la Corea del Nord vive governata da “divinità”, tra una realtà isolata e una dimensione sconosciuta. La forza della dinastia Kim, oltre l’esercito e le temute testate nucleari, sta nel far credere al suo popolo di possedere poteri soprannaturali che le sono stati donati da forze superiori per proteggerla dai nemici stranieri. Chi sono coloro che sono stati, e sono tuttora, al potere? Chi sono i figli, le mogli di questi “dei”?

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Kim Il-sung, il "Grande Leader"
Kim Il-sung, il fondatore della Dinastia dei Kim, ideologo del Juche (sistema politico ispirato al comunismo e al patriottismo), è nonno dell’attuale dittatore. Quando la Corea del Nord si riferisce a lui in modo ufficiale lo chiama "Grande Leader" e nella costituzione lo ricorda come "presidente eterno" della nazione, anche se il suo vero nome era Kim Song-ju.

Nato in Corea nel 1912, nei pressi di Pyongyang, sotto occupazione dell'Impero giapponese, nel 1920 deve fuggire in Cina con la famiglia grande oppositrice dell’Impero del Sol Levante. Arrestato e incarcerato per attività sovversive, dal 1935 Kim si unisce a diversi gruppi di guerriglia anti-giapponese nella Cina settentrionale, diventanto membro dell'Esercito Unito Anti-giapponese del Nord-est all’interno del gruppo guerrigliero guidato dal Partito Comunista Cinese.

Fuggito poi in Unione Sovietica Kim viene inviato in un campo nei pressi di Chabarovsk, dove i guerriglieri comunisti coreani vengono riaddestrati. Lì diventa capitano dell'Armata Rossa. Quando il Partito Comunista Coreano viene fondato nel 1925 e sciolto poco tempo dopo a causa di dissidi interni, sei anni più tardi Kim entra nel Partito Comunista Cinese rientrando in Corea nel ’45 con le forze di occupazione sovietiche mentre Seul era una zona occupata dagli americani.

Considerato leale e facilmente controllabile dall'Unione Sovietica, si schiera invece in un primo momento con i cinesi durante la crisi sino-russa degli anni ‘60, senza però mai chiudere le relazioni con il governo di Mosca. Infatti, dopo che nel 1966 esplode in Cina la rivoluzione culturale, Kim torna a fianco dell'Unione Sovietica creando però intorno alla sua figura un culto della personalità e sviluppando una politica definita dell’"indipendenza" che la Corea del Nord paga con l'isolamento dal mondo occidentale. Aspirando, inoltre, a vivere fino a 120 anni (raggiunse gli 82 e morì d’infarto) istituisce il comitato per la longevità che pratica esperimenti su persone che hanno la stessa sua età e costituzione.

Nel 1972 Kim diventa presidente della Corea del Nord designando il figlio Kim Jong-il come successore. Ancora adorato, per le strade del Paese si contano migliaia di statue che lo rappresentano. Tutti i cittadini sono tenuti a indossare una spilla con la sua immagine, e mantenere il suo ritratto nelle loro case meticolosamente pulito. Pena la scomunica e l'esilio.

Corea del nord: Google Maps a Pyongyang


Kim Jong-suk, la prima moglie
Kim Jong-suk, prima moglie di Kim Il-sung e madre di Kim Jong-il, è ricordata come una comunista esemplare. Secondo il folklore nasce nel 1919 e si distingue dalle altre donne per la sua bravura nello sparare con il fucile cavalcando, così come nel mantenere saldi i suoi doveri obbedendo al marito. La storia però riporta che, molto gelosa delle amanti del marito, fosse caduta in depressione per morire a 29 anni dissanguata di parto perché, a medici e servitù, era stato impedito di salvarla.

Kim Jong-il, il "Caro Leader"
Un altro capitolo spetta a Kim Jong-il (figlio di Kim Il-sung e Kim Jong-suk ) che ha governato il nord della Corea sotto al nome di “Caro Leader” dal 1994 al 2011. Appassionato di cinema in modo ossessivo ha lasciato in eredità una collezione di oltre 20 mila videocassette. Secondo la sua biografia la sua cattiva gestione economica ha contribuito a una carestia terribile durata quattro anni (fino al 1998) durante la quale sono morte 3 milioni e mezzo di persone. Con Kim Jong-il la Corea possiede la bomba atomica. La propaganda di regime gli attribuisce il potere taumaturgico di controllare la nebbia e gli elementi anche se non controlla le spese del Paese. Si racconta che per festeggiare il suo compleanno del 1998 avesse sperperato 100 milioni di dollari. È morto nel 2011 lasciando in eredità a Kim Jong-un oltre al potenziale nucleare anche un arsenale chimico stimato il terzo del mondo.

Kim Kyong-hui, una figlia al potere e la famiglia trucidata
Unica figlia di Kim è Il-sung, Kim Kyong-hui, considerata tra le donne più importanti del Corea del Nord durante il regno del fratello, occupandosi anche della crescita politica di Kim Jong-un. Moglie di Chang Song Thaek, zio, mentore e tutore dell’odierno dittatore che poi lo avrebbe fatto divorare vivo da cani affamati perché colpevole di aver organizzato un tentativo di un golpe, è morta di ictus dopo essere venuta a conoscenza dell’uccisione del marito e dello sterminio di tutta la sua famiglia: i parenti di Jang, la sorella Jang Kye-sun e suo marito, l'ambasciatore a Cuba Jon Yong-jin; il nipote e ambasciatore in Malesia Jang Yong-chol e i due figli, oltre ai figli, le figlie, i nipoti e i fratelli. Selve sarebbero invece una zia e una cugina acquisite che secondo le vie non ufficiali sarebbero confinate all’estero dove vivono sotto anonimato.

Kim Jong-un, il dittatore e le sue follie
Kim Jong Un è asceso al trono nel 2011. Assunto il potere ha fatto uccidere molte persone a lui scomode o avverse, per la maggior parte appartenenti alla famiglia. Questo Re Sole della Corea del Nord ha un patrimonio stimato di 5 miliardi di dollari. Una cifra colossale scoperta da un'indagine congiunta tra Corea del Sud e Stati Uniti, che ha rilevato più di 200 conti bancari sparsi tra Austria, Liechtenstein, Russia, Singapore, Cina, Svizzera e Lussemburgo.

Ri Sol-ju e Ju-ae, una moglie e la figlia segregate
Appare, scompare e poi riappare come d'incanto, dopo assenze di mesi dalla scena pubblica, Ri Sol-ju la moglie del dittatore nordcoreano intorno alla quale si è creato un giallo. Nel 2012 era apparsa in pubblico incinta e si dice che abbia avuto una bambina all'inizio dell'anno successivo, ma di questo non è mai arrivata una conferma ufficiale. L'unica persona che sostiene di aver visto nel 2013 la piccola, che si chiamerebbe Ju-ae, è un ex giocatore di basket americano, Dennis Rodman, grande amico di Kim Jong Un.

Kim Jong-nam, il fratello ucciso da due sicari
Recenti notizie hanno riportato della morte di Kim Jong-nam, fratello del leader nord coreano, ucciso all’Aeroporto internazionale di Kuala Lumpur a febbraio 2017 da sicari mandati proprio su commissione del fratello.

Kim Han-sol, il nipote in pericolo
Nato a Pyongyang nel 1995, Kim Han-sol si è trasferito a Macao dopo che suo padre, Kim Jong-nam, è caduto in disgrazia. Poiché tramite social il 22enne ha espresso il senso di colpa per la continua sofferenza del popolo della Corea del Nord provocata dalla sua famiglia, criticando apertamente quindi lo zio, si dice che sia costantemente protetto dalla polizia.

 

 

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