La guerra tra la Corea del Nord e la Corea del Sud è cessata nel 1953, ma poiché il trattato di pace non è mai stato firmato, di fatto le tensioni tra i due paesi non sono mai finite. Da allora decine di migliaia di famiglie sono divise, da una parte e all’altra del 38° parallelo.

Dopo i primi riavvicinamenti avvenuti dal 1985 al 2010 di oltre 18.800 coreani che si erano potuti rivedere dopo anni di separazione forzata, nel 2015 si erano riabbracciate altre 100 famiglie.

Adesso nella speranza di stemperare le crescenti ostilità create lungo un confine pesantemente armato del Nord, la Corea del nuovo presidente Moon Jae-in ha chiesto di riprendere il dialogo sull’argomento che si è interrotto anni fa. Per ora nessuna risposta pronta, nessun segnale distensivo, nessuna ripresa dei negoziati da parte di Pyongyang che mantenendo il silenzio toglie la speranza a quei coreani rimasti divisi per oltre 60 anni, ovvero quando le loro famiglie furono disperse dalla guerra.

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Riunioni familiari

Chiamato programma di “Riunioni familiari” prevede il riavvicinamento di persone che non hanno contatti di nessun genere da anni. Siamo nel 2017, ma tra le due Coree non è possibile telefonare, scambiarsi email o inviarsi delle lettere. Un “muro” che ricorda la solitudine e la divisione vissuta in Germania e superata 28 anni dopo.

Come primo passo Moon avrebbe proposto l’organizzare di riunioni temporanee di quei parenti che, all’interno delle liste, risultano non essersi più rivisti dalla separazione avvenuta tra il 1950 e il 1953.

Perché sono importanti le giornate del riavvicinamento

Le riunioni delle famiglie sono considerate come un barometro delle relazioni che intercorrono tra i due governi. E ci sarebbe già una data: secondo la Corea del Sud le riunioni tra i familiari separati da oltre 60 anni fa potrebbero essere organizzate per la festa del Korean Thanksgiving nel mese di ottobre. In vista anche delle Olimpiadi invernali che si terranno nel 2018 a Pyeongchang.

Che cosa sono le riunioni familiari

Per più di sei decenni ai membri delle famiglie divise è stato vietato ogni contatto. Ad oggi sono ancora 60mila coloro che stanno aspettando un'occasione per incontrare mogli, fratelli, genitori al di là del confine, a Nord.

I 100 anziani che si sono incontrati con le famiglie nel 2015

L'ultima vera e propria riunione è avvenuta nel 2015 dopo anni di silenzio, quando un centinaio di anziani si sono potuti riavvicinare a i propri parenti per soli tre giorni. Iscritti nelle liste del programma, queste persone hanno potuto realizzare un sogno: avere notizie dei familiari rimasti al Nord e rivederli.

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