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Esteri

Corea del Nord: le nuove sanzioni dell'Onu

Approvata dal Consiglio di Sicurezza una risoluzione che estende il blocco dei beni e il divieto di viaggio a nuove società

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità una risoluzione che inserisce nella lista nera nuovi individui e figure giuridiche della Corea del Nord dopo gli ultimi lanci di missili balistici, a cui viene applicato il blocco totale dei beni e il divieto di viaggio.

Le sanzioni vengono estese a quattro nuove entità, tra cui la Koryo Bank e la Strategic Rocket Force dell'esercito di Pyongyang, oltre a 14 soggetti tra cui Cho Il U, ritenuto il capo dello spionaggio all'estero del regime di Kim Jong Un.

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La posizione dell'America

"Il Consiglio di Sicurezza Onu ha inviato un messaggio chiaro alla Corea del Nord: basta lanci di missili balistici, oppure ci saranno delle conseguenze": lo ha detto l'ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro Nikki Haley, commentando le nuove sanzioni approvate dal Cds. "La pressione su Pyongyang non si fermerà fino a che non rispetterà le risoluzioni di questo Consiglio - ha ammonito Haley - La Corea del Nord è una minaccia globale che richiede una risposta globale".

La posizione della Russia

"Non possiamo che rammaricarci" ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dopo la decisione degli Stati Uniti di estendere le sanzioni per la Corea del Nord a tre società russe - Ardis-Bearings Llc, Nnk Primornefteproduct e Independent Petroleum Company (Ipc) - nonchè a un cittadino russo, Igor Michurin, che ha legami con la Korea Tangun Trading Corporation. Queste sanzioni, secondo Peskov, hanno "un effetto negativo sui rapporti bilaterali" Russia-Usa.

Anche il presidente Vladimir Putin si era fatto sentire in merito: "Paesi come la Corea del Nord non hanno un rimedio migliore che lo sviluppo di armi nucleari, per difendere la loro sovranità davanti alla minaccia dell'uso della forza da parte dell'Occidente" ha dichiarato, sottolineando come "le regole non sono uguali per tutti" e "si continua ad imporre il diritto del più forte" contro "i Paesi piccoli".

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