Esteri

In Italia siamo indietro Obama sì, che ha vinto col web

Con una grande operazione tecnologica il presidente ha raccolto 690 milioni di dollari su internet

La foto messa su twitter da Obama per annunciare la vittoria alle elezioni (Credits: Obama For America/Polaris)

Quanto conta internet nelle campagne elettorali? In America la domanda andrebbe rovesciata: quanto contano i mezzi elettorali tradizionali nel mondo digitale? La campagna del 2012 ha polverizzato ogni record di presenza (e influenza) digitale e Barack Obama ha abbondantemente superato non solo lo sforzo internettiano di Mitt Romney, ma anche il suo stesso exploit del 2008. Con l’«operazione Narvalo», il nome in codice dell’infrastruttura tecnologica del presidente, Obama ha raccolto 690 milioni di dollari attraverso internet (nel 2008 «solo» 500), e con uno stratificato sistema di data mining e messaggi tagliati su misura ha coinvolto 4,4 milioni di piccoli finanziatori. La presenza nei social media è aumentata esponenzialmente: 23 milioni di follower su Twitter, 45 milioni di «mi piace» su Facebook, un milione di app scaricate. La foto della vittoria, diventata immediatamente un’icona, è stato l’oggetto più condiviso nella storia dei social network.

Nelle acque della campagna il Narvalo ha sconfitto l’Orca, la campagna digitale di Romney, che però è cresciuta enormemente rispetto agli standard del Partito repubblicano. Dopo le primarie, Romney aveva un team digitale di 14 persone; il giorno delle elezioni erano 140. Romney ha raccolto 182 milioni di dollari su internet e negli ultimi 5 mesi della campagna ha aumentato l’ampiezza della sua comunità online di mille volte rispetto alle elezioni di mid-term del 2010. A differenza dei democratici, i repubblicani dovevano costruire quasi da zero la loro infrastruttura. Non è bastato, ma ha posto le fondamenta per affrontare un futuro elettorale sempre più digitale.

Leggi Panorama on line

© Riproduzione Riservata

Commenti