Opposition leader Boris Nemtsov shot in Moscow
Esteri

Boris Nemtsov contro la guerra di Putin in Ucraina

Poche ore prima dell'omicidio aveva chiesto la "fine dell'intervento nel Donbass". Domenica manifestazione di protesta dell'opposizione

Sgomento in Russia e in occidente di fronte al brutale assassinio del capo dell'opposizione russa, Boris Nemtsov. Ucciso a due passi dal Cremlino, la sera di venerdì 27 febbraio 2015.

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17:00 - Così è stata ricostruita la dinamica dell'omicidio - Nemtsov è stato assassinato con quattro proiettili alla schiena, poco dopo la mezzanotte, sul ponte Bolshoi Moskorevsky, a poca distanza dal Cremlino, un luogo che nelle ultime ore è già divenuto meta di pellegrinaggio.

Era stato a cena con la compagna, una modella ucraina di 23 anni, e i due tornavano verso casa, quando da un'auto bianca sono stati sparati numerosi colpi di arma da fuoco.

L'auto si è poi rapidamente data alla fuga.

La donna, Anne Duritskaya - che Nemtsov frequentava da vari anni - è rimasta illesa.
L'auto da cui presumibilmente i killer hanno sparato è stata ritrovata: una Lada Priora di colore bianco, rinvenuta vicino a una popolare area pedonale, l'Arbat, a pochi chilometri dal ponte sul fiume Moscova teatro dell'omicidio.

Dalla prima ricognizione, l'auto "offre seri indizi che sia proprio quella da cui sono fuggiti gli assassini di Nemtsov", ha riferito il portavoce della polizia. 

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"Ho paura che Putin voglia uccidermi".

Era il 10 febbraio scorso quando Boris Nemtsov, 55 anni, confido' i suoi timori al sito Sobesednik.ru.

Forse l'ultima intervista prima di essere freddato ieri notte nel cuore di Mosca. Un sospetto che tuttavia neppure in quella circostanza lo aveva indotto alla cautela: sulla stessa pagina non mancava infatti l'ennesima accusa al presidente russo, additato come responsabile della guerra in Ucraina. "Non potrei disprezzarlo di più", affermava Nemtsov.


Secondo l'ex presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, intervistato dalla Cnn, Nemtsov stava lavorando a un rapporto sulle prove del diretto coinvolgimento della Russia nel conflitto in Ucraina. Nemtsov voleva far sapere al "pubblico russo cosa stava succedendo in Ucraina". "Non mi sorprende che sia stato ucciso. Mi sorprende che non fosse successo finora", ha detto Saakashvili.

14:52 - I funerali di Boris Nemtsov si svolgeranno martedì prossimo al cimitero Troekurovskoe, nella periferia ovest di Mosca, lo stesso dove è seppellita Anna Politkovskaia. La camera ardente sarà allestita al centro Sakharov dalle 10 alle 14. Lo riferisce l'agenzia Interfax.

14:10 - Putin, intanto, ha pensato di mandare un telegramma di condoglianze alla madre di Nemtsov, Dina Eidman, nel quale dice che sarà fatto il possibile per "assicurare gli assassini alla giustizia".

12:30 - Boris Nemtsov tre ore prima di essere ucciso aveva rilasciato un'intervista in cui era tornato a chiedere la fine del conflitto nel Donbass. Domenica a Mosca doveva tenersi una manifestazione contro la guerra di Putin in Ucraina.

Nei 45 minuti della diretta su Radio Echo, Nemtsov aveva invitato gli ascoltatori a prendere parte alla manifestazione. Una manifestazione che adesso, secondo gli organizzatori, dovrebbe diventare una marcia di protesta per la brutale uccisione dell'ex vicepremier russo.

In origine, secondo le intenzioni del 55enne leader dell'opposizione, doveva essere un raduno per chiedere "la fine immediata del conflitto in Ucraina" e sostenere la tesi dell'Occidente, negata con forza dal Cremlino, che nel conflitto sono impegnate anche le truppe russe.

Nemtsov era convinto che anche l'attuale, gravissima crisi economica russa fosse il frutto della "folle politica" attuata da Putin in Ucraina.

La commissione d'inchiesta fa capo direttamente a Putin
L'omicidio di Boris Nemtsov è stato "meticolosamente pianificato": ne sono certi gli investigatori russi, che nel primo comunicato sull'agguato hanno spiegato che gli assassini conoscevano le abitudini della vittima e hanno anche fornito qualche dettaglio sul tipo di arma usata.

"Non c'e' dubbio che l'omicidio sia stato meticolosamente pianificato, esattamente come il luogo prescelto", ha reso noto la potente Commissione d'inchiesta a cui sono state affidate le indagini. Commissione che fa capo direttamente al presidente russo, Vladimir Putin (il che ovviamente lascia qualche dubbio sulla credibilità delle indagini).

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Vicepremier con Ieltlsin
Boris Iefimovic Nemtsov, 55 anni, era stato vicepremier nella stagione della presidenza Ieltsin.

Fisico di formazione, padre di quattro figli, era stato indicato nella seconda metà degli anni '90 come un possibile delfino di Boris Ieltsin per la successione al Cremlino.
Alto, bruno, affascinante, buon oratore, era emerso come una delle figure più spendibili e meno impopolari fra gli allora 'giovani riformatori' della leva ieltsiniana postsovietica.

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Già governatore di Nizhni Novgorod, era arrivato a Mosca nel 1997 per ricoprire l'incarico di primo vicepremier nel governo guidato da Viktor Cernomyrdin.

Ma quando la crisi del '98 aveva spazzato via gran parte dei giovani liberali, la sua stella aveva cominciato a declinare lasciando spazio a quella che nel giro di un anno sarebbe stata la repentina ascesa di Vladimir Putin, uscito dai ranghi dei servizi segreti.
Fu in quella fase che Nemtsov diede vita all'Unione delle Forze di Destra, una formazione liberale capace ancora di entrare alla Duma. Ma fin da subito si differenziò dagli altri cofondatori, l'ex premier Serghiei Kirienko e l'altro ex vicepremier Anatoli Ciubais, ponendosi in forte e aperta critica nei confronti di Vladimir Putin.

Durissimo con Putin: "è autoritario e bellicista"
Un atteggiamento ulteriormente approfonditosi negli ultimi anni, sullo sfondo di una polemica sempre più dura con il presidente in carica, da lui accusato di autoritarismo e bellicismo.

Contro la politica del Cremlino in Ucraina
Oppositore dichiarato in questi mesi anche della politica ucraina del Cremlino, Nemtsov aveva aderito all'ormai imminente manifestazione anti-Putin del primo marzo, convocata fra gli altri dal blogger Andrei Navalni.

Proprio poche ore prima di essere ucciso l'ex vicepremier aveva invocato ancora una volta l'unità delle forze di opposizione russe e aveva scritto: "Se siete per la fine della guerra russa con l'Ucraina, se sostenete la fine dell'aggressione di Putin, venite alla marcia di Primavera".

La sua morte ricorda da vicino quella di altre figure scomode della vita pubblica russa. Ed è forse l'omicidio più clamoroso - anche per le inevitabili reazioni in Occidente e i sospetti che è destinato a generare - dall'agguato che il 7 ottobre 2006, sempre a Mosca, costò la vita alla giornalista Anna Politkovskaia.

Appena 18 giorni fa, il 10 febbraio, era stato lo stesso Nemtsov a manifestare le sue inquietudini al sito russo Sobesednik: "Temo che Putin voglia uccidermi", aveva azzardato. E poi, senza arretrare: "Non potrei disprezzarlo di più".

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