Esteri

Obama spia la Merkel, ma non lo sa

Quasi una crisi diplomatica con Berlino per lo spionaggio degli americani, ma il presidente Usa non sembra conoscere tutte le attività del suo apparato di intelligence

– Credits: Getty Imagines / Jewel Samad

Quando Angela Merkel scoprì di avere il telefono sotto controllo andò su tutte le furie. Non era il solo capo di governo alleato dagli Usa spiato da Washington, ma l'essere in compagnia di tanti altri colleghi non la consolò. Era scoppiato il Datagate e gli amici dell'America scoprirono di essere controllati da tempo dal fido alleato.

Le comunicazioni da e per la cancelleria di Berlino erano ascoltate dagli americani. Mezzo governo tedesco era spiato. Da tempo. Da anni. Obama aveva ereditato la struttura di sorveglianza, messa in piedi da George W. Bush all'epoca della guerra a Baghdad, quando Berlino era un “nemico” a causa della sua opposizione all'invasione irachena. Il nuovo presidente l'aveva ereditata, ma non l'aveva smontata.

Il telefono della Cancelliera

Le rivelazioni di Edward Snowden l'avevano poi fatta scoprire al grande pubblico e agli stessi alleati degli americani. Gli Usa non solo controllavano la Merkel, ma anche la Bundesbank, la Confindustria, più qualche centinaia di migliaia di telefonate di cittadini tedeschi.

Quando scoppiò lo scandalo, per gli Usa ci fu molto imbarazzo. Subito dopo, Obama e la Merkel si videro un paio di volte per incontri già fissati. Non ci furono i grandi sorrisi di sempre, ma neppure il gelo. Fu nell'ottobre del 2013, quando la cancelliera scoprì che il suo cellulare era ascoltato, che si sfiorò la crisi diplomatica. Obama allora la chiamò per invitarla negli Stati Uniti. Era l'Operazione Disgelo.

"Io non devo e non posso danneggiare questo rapporto con misure di spionaggio che compromettono la nostra comunicazione basata sulla fiducia"", disse Obama intervistato nello studio ovale dal giornalista tedesco, Claus Kleber, anchorman della seconda rete pubblica ed ex corrispondente a Washington.

Le promesse di Obama

"Finche saro' presidente - ha promesso - la cancelliera tedesca non si deve preoccupare" Le ultime parole famose. Come quelle che John Kerry disse alla stessa Merkel: “Voltiamo pagina”. Ma Angela non si lasciò andare. Anche perché continuavano a uscire indiscrezioni che dicevano una sola cosa: gli americani continuavano a spiare i tedeschi.

Per certi versi Obama aveva mantenuto la sua promessa: il telefono della Merkel non era piu' intercettato, ma tutte le attenzioni degli Usa, scrisse Bild nello scorso febbraio, era stata dirottata verso l'entourage della cancelliera: 320 i personaggi di alto rango che erano sorvegliati dalla NSA, fra cui il ministro dell'Interno Thomas de Maiziere.

Arrivò poi la crisi dell'Ucraina, che fece mettere da parte ai due paesi le tensioni nate sullo spionaggio. Alla fine, la Merkel accettò l'invito di Obama e si recò negli Usa. Parlò con lui di Kiev e della sorveglianza americana a Berlino. Il presidente americano la rassicurò sul fatto che lei e il suo governo non sarebbero stati mai più spiati. L'aveva detto pubblicamente in un discorso sulla riforma della Nsa, lo ripeteva a lei, nel faccia a faccia.

La realtà era ben diversa: poco prima del vertice tra i due, il New York Times scriveva che i colloqui tra i funzionari tdell'intelligence tedeschi e americani per uscire dalla crisi erano naufragati. La mancata intesa aveva portato ad aspre recriminazioni da entrambe le parti. La Germania aveva chiesto agli Usa si smetterla di spiare, ma i rappresentanti dell'amministrazione aveva detto: noi spiamo tutti, a parte i leader amici. Per il resto, proprio tutti.

L'ultima spia arrestata

Così, quando il 2 luglio un dipendente dei servizi esteri tedeschi (Bnd) è stato arrestato su ordine della procura federale perché sospettato di aver spiato il lavoro della commissione parlamentare sul Datagate per conto della Cia, il governo tedesco non si è sorpreso più di tanto. Ma ha deciso di tracciare un linea di confine: basta con lo spionaggio. La reazione è stato l'allontanamento di un agente della Cia da Berlino. Un bello schiaffo nei confronti di Obama. E di tutte le sue promesse. Quasi una crisi diplomatica.

Obama sa quello che fa l'intelligence Usa?

Ma, in tutta questa storia c'è un particolare che fa pensare al fatto che Obama non abbia tutto sotto controllo. Il New York Times ha scritto che il presidente non era a conoscenza dell'arresto del funzionario tedesco al soldo degli americani quando ha telefonato alla Merkel giovedì 3 luglio, il giorno dopo il fermo dell'agente doppiogiochista.

Nessuno glielo aveva detto. La cosa ha irritato la Casa Bianca. Il capodella Cia John Brennan, un fedelissimo di Obama, non l'aveva avvertito. Una circostanza per certi versi clamorosa. Se fosse confermata, significa che il presidente degli Usa non sa quello che lfa a sua intelligence. Non sarebbe un problema da poco.

Sarà questo il motivo per cui Obama non riesce a mantenere le promesse con Angela Merkel sullo spionaggio degli Usa nei confronti della Germania?

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