Esteri

Armi chimiche, un'antica storia di morte

Avrebbero dovuto essere bandite, ma vengono ancora utilizzare, come in Siria. Quali sono e chi possiede questi letali strumento di morte?

Bombe Chimiche utilizzate dai giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale in Cina (Ansa)

Per ironia della sorte, la minaccia di un attacco americano contro il regime di Assad per l'utilizzo delle armi chimiche arriva negli stessi giorni in cui i documenti declassificati della Cia rivelano come una trent'anni fa, nel 1988, gli Stati Uniti non punirono, ma anzi aiutarono Saddam Hussein nella decisiva offensiva militare contro gli iraniani, all'apice della guerra contro Teheran. Il Rais, allora protetto degli Usa, utilizzò armi chimiche per bloccare l'avanzata dei giovani iraniani, uccidendone a migliaia e costringendo gli ayatollah a sedersi al tavolo delle trattative. Furono i militari Usa a segnalare a Saddam Hussein il buco che si era aperto nella sua difesa. Lo videro attraverso i satelliti. Così come osservarono gli effetti mortali delle tonnellate di bombe chimiche (fu usato l'Iprite) lanciate contro i soldati nemici. Ma non intervennero. Washington e Badgad allora erano alleate contro gli ayatollah. 

Non fu quella la prima volta che migliaia di persone perivano a causa delle armi chimiche o batteriologiche. Il loro utilizzo è di antica memoria. Nel corso dei secoli, durante decine di conflitti, sono numerose le volte in cui agenti chimici o batteri sono stati usati per colpire il nemico. L'unica cosa che è mutata, è la tecnologia usata. Che consente a questo tipo di armi di compiere delle vere e proprie stragi. Tanto che sono state ribattezzate armi di distruzione di massa.

I cadaveri usati come bombe

La prima volta è stata quando un uomo ha scagliato una freccia avvelenata. Poi con l'arrivo delle civiltà, i metodi sono diventati più sofisticati. Nell'epoca sumerica, venivano avvelenati i pozzi e le derrate alimentari. La testimonianza più antica rispetto all'uso di gas velenosi è riferita a una guerra è del V secolo a.C.: Sparta e Atene si combattono e gli spartani usano come arma una miscela incendiata di zolfo, lesina e legno. Cinquecento anni prima, i cinesi utilizzavano dei vegetali tossici (ai quali veniva dato fuoco) per bonificare i tunnel sotterranei scavati dal nemico. 

La prima vera guerra batteriologica risale al 1346, quando la città di Caffa, colonia genovese in Crimea, viene messa sotto assedio dall'esercito mongolo, già decimato dalla peste. Per costringere gli assedianti ad arrendersi, o per sterminarli attraverso la malattia, i mongoli, con le catapulte, lanciano i cadaveri dei soldati infetti all'interno delle mura della città. Il risultato sarà la fuga degli assediati, il loro ritorno in patria e la diffusione del morbo in Europa,

Nel Rinascimento, Leonardo da Vinci propose a Ludovico il Moro di utilizzare armi chimiche. "Gesso, solfuro d'arsenico triturato, e verderame in polvere si possono lanciare sulle navi nemiche per mezzo di piccoli mangani, e tutti coloro che respirando inaleranno la polvere nei polmoni saranno asfissiati." Nella guerra tra Svezia e Russia del 1710, gli scandinavi copiarono il metodo utilizzato dai mongoli quasi 400 anni prima. Gettavano i cadaveri dei soldati morti di peste nelle fila nemiche. 

Con le coperte al vaiolo (infettate negli ospedali e poi donate agli indigeni) venne condotta e vinta dal generale inglese Si Jeffery Amherst la guerra del 1763 contro le tribù indiane d'America. Durante la guerra di Crimea e poi in quella Civile Americana vennero fatte proposte per utilizzare bombe caricate con agenti chimici tossici, ma la leadership militare dell'epoca rifiutò di farlo. 

Le guerre mondiali 

Il 22 aprile del 1915 è una delle dati da ricordare. Nella seconda battaglia di Ypres, i tedeschi lanciano un attacco con gas al cloro contro i francesi. E'l'inizio della strage. Sul fronte occidentale saranno 85.000 i soldati uccisi dai gas e più di un milione quelli che verranno intossicati. Nonostante alcuni protocolli internazionali firmati, le stragi proseguono. L'Italia userà gas asfissianti in Libia nel 1928 e bombe all'iprite in Eritrea nel 1935. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i giapponesi faranno altrettanto contro i cinesi. E fu un gas, l'insetticida Zyklon B ad essere utilizzato ad Auschwitz per lo sterminio degli ebrei. Gli americani usano l'agente Orange in Vietnam, mentre negli anni'80, Saddam Hussein usa i gas contro i curdi e gli iraniani.

Le convenzioni

E'dalla dichiarazione di Bruxelles del 1874 che i governi promettono di mettere al bando le armi chimiche. Si passa poi alla dichiarazione dell'Aia del 1899, alla Conferenza di Washington del 1922 (che vieta l'uso dei gas in guerra), al Protocollo di Ginevra del 1925, alla Conferenza delle Nazioni Unite che terminerà nel 1978, alla, infine, Convenzione sulle armi chimiche del 1993 (che vieta lo sviluppo e la produzione delle armi chimiche). In realtà, nel '900, troppi governi hanno aggirato questi accordi internazionali e hanno continuano a produrre armi chimiche o batteriologiche e, in alcuni, a utilizzarle. 

I paesi che non hanno aderito al bando della armi chimiche

Se andate sul sito dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche potete vedere i paesi che hanno firmato e ratificato il trattato del 1993 che mette al bando l'utilizzo e la produzione di queste armi. Sono 189. Altri due paesi hanno firmato, ma non ancora ratificato il protocollo: Israele e Birmania. Ci sono poi cinque paesi che non hanno voluto aderire al trattato. Si tratta di Angola, Egitto, Corea del Nord, Sud Sudan e Siria

I gas

Le armi chimiche vengono catalogate soprattutto in base agli effetti sanitari.

- Gas Nervini

Agiscono sul sistema nervoso. I più conosciuti sono il Sarin, il Tabun e il VX. Vennero scoperti nell'industria degli antiparassitari e subito adottati da quella militare. Attaccano le cellule cerebrali che gestiscono il funzionamento muscolare, in particolare di organi vitali quali i polmoni e il cuore. La morte è questione di secondi o minuti per chi li inala. I sintomi passano dal sudore alle difficoltà respiratorie alla paralisi muscolare alla perdita di coscienza.

- Gas Vescicanti

Producono vesciche e necrosi della cute o degli organi del corpo con cui vengono a contatto. La morte può arrivare in 4 o 6 ore, o in due giorni, a seconda dei casi o del gas utilizzato. L'iprite e Lewisite sono i più conosciuti. Il primo, detto anche gas mostarda, prende il suo nome dalla battaglia della Prima Guerra Mondiale in cui venne usato per la prima volta: Ypres, 1915. Questi gas colpiscono prima la pelle,poi  gli occhi e le vie respiratorie. Il Lewisite provoca dei danni immediati quasi subito letali. L'iprite, invece, penetra con minor rapidità, ma con maggiore forza negli organi del corpo. Questo gas venne usato nella guerra tra Iraq e Iran negli anni'80.

- Gas asfissianti

Colpiscono le vie respiratorie. Se non uccidono in pochi secondi, chi viene esposto a questi gas sopravvive al massimo 24 ore. I più conosciuti sono il fosgene e la cloropicrina. I sintomi sono la nausea, il senso di soffocamento, la possibile cianosi. 

 - Gli aggressivi enzimatici

I gas di questa categoria sono il monossido di carbonio e l'acido cianidrico, con i suoi composti come il cianuro. Lo Zyklon B, utilizzato dai nazisti per lo sterminio degli ebrei, è di questa famiglia di gas. Una volta colpito il corpo attraverso l'apparato respiratorio disattiva alcune sostanze (gli enzimi) e causa diverse forme di avvelenamento di organi vitali come cuore, polmoni e cervello per poi che condurre alla morte

- Gas Inibenti

Sono un'arma per mettere fuori combattimenti il nemico, non per eliminarlo fisicamente. Tra i più conosciuti l'Agente 15. Hanno effetto sul sistema nervoso periferico. I sintomi? Una sorta di intossicazione provocata da droghe psicoattive,  che porta ad allucinazioni e confusione. I nemici, in questo caso, non possono più combattere. Gli effetti durano anche 72 ore.

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