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Esteri

Andalusia, la vittoria dei socialisti non frena Podemos

Scommessa vincente della presidente in carica Susana Diaz, premiata dal voto anticipato. Disfatta del Partito popolare

In Andalusia, storico bastione socialista, nella Spagna guidata dal Partido Popular, ha vinto Susana Diaz e il suo Psoe.

La quarantenne leader andalusa festeggia e raccoglie gli onori dell'impresa. Duplice. Perché non solo il Psoe in questo sud di Spagna tiene dietro il Pp, ma tiene a bada anche l'onda di Podemos.

Ha giocato d'azzardo Diaz anticipando la convocazione delle elezioni regionali e ha avuto ragione.

Il giorno dopo le elezioni conferma che il Psoe "governerà da solo", perché dopo "l'ampia maggioranza" ottenuta dalle urne "ha una stabilità che non aveva prima" nel governo di coalizione con Izquierda Unida (IU).

In realtà, con 47 seggi conquistati, gli stessi che nel 2012, ai socialisti ne mancano 8 per la maggioranza assoluta e quello di ieri resta il peggiore risultato dal 1982.

Ma nell'attuale congiuntura, col voto di protesta in crescita nell'intenso anno elettorale, di fronte alla disfatta del Partido Popular crollato da 50 a 33 seggi, e alla frammentazione del nuovo quadro politico, Susana Diaz può parlare di "vittoria limpida".

Confida nella "capacità di dialogo", per "ascoltare tutti e unire" forze, in funzione della governabilità.

La presidente ha escluso patti a lungo o breve termine con nuovi o vecchi alleati come quelli di IU, scesi da 12 a 5 seggi, fagocitati da Podemos, che al suo esordio nella camera andalusa ha ottenuto 15 seggi.

Ma in principio lo ha escluso anche con Ciudadanos, il partito centrista nato in Catalogna e che nella distante Andalusia ha conquistato 9 seggi, razziati al centro e a Union por el Progreso y la Democracia (UPyD), il partito di Rosa Diez, rimasto fuori dalla camera andalusa. Comunque la prima verifica, per la combattiva Susana Diaz, èe' un termometro della possibile evoluzione del voto, con le elezioni regionali e amministrative del 24 maggio dietro l'angolo, le catalane del 27 settembre e quelle politiche in autunno.

Il Partido Popular
Umore nero ma nessuna cambio di strategia in casa dei Popolari, che hanno registrato un crollo di oltre mezzo milione di voti. Il premier Mariano Rajoy ha assicurato che i risultati "non si possono interpretare a livello nazionale".
Tuttavia, esponenti dell'esecutivo conservatore non hanno nascosto la preoccupazione per il risultato "infinitamente peggiore di quello atteso" e per il voto di castigo alle politiche di austerita', che rischia di trasformare in un calvario per il PP i prossimi appuntamenti elettorali.

Podemos
Podemos, infine, a formazione guidata da Pablo Iglesias ha evitato i toni trionfalistici: "Abbiamo fatto un passo avanti, ma non sufficientemente lungo per guidare il processo di trasformazione sociale necessario", ha rilevato la co-fondatrice, Carolina Bescansa. (ANSA)

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