Dopo gli ultimi sviluppi sulla tragedia dell'Airbus Germanwings si indaga su chi fosse Andreas Lubitz: il copilota responsabile di aver volontariamente portato l'Airbus a schiantarsi sulle Alpi Francesi e di aver bloccato l'accesso alla cabina di pilotaggio al comandante, soffriva di depressione.

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I profili dei due piloti

Il comandante si chiamava Patrick Sonderheiner, padre di due figli e aveva oltre 10 anni di esperienza di volo. Il copilota Andreas Lubitz, un giovane di 28 anni originario di Montabaur, nel Lander Renania-Palatinato, aveva solo 630 ore di volo alle spalle. Entrambi erano di nazionalit. tedesca.

Il comandante lavorava per la compagnia low cost da maggio 2014 e aveva un'esperienza di oltre seimila ore di volo, la maggior parte delle quali passata proprio su Airbus. Prima aveva lavorato per Lufthansa e Condor. Aveva oltre 10 anni di esperienza.

Il copilota dell'Airbus A320 della Germanwings, aveva un'esperienza di 630 ore di volo. Lo ha detto all'agenzia EFE una fonte della compagnia, spiegando che aveva iniziato a lavorare per Germanwings a settembre 2013. La Lufthansa ha reso noto che il copilota era stato addestrato nel centro di addestramento al volo della compagnia tedesca a Brema e successivamente a Phoenix, in Arizona, dove generalmente vengono maturate 300/350 ore di volo. In un anno la media di ore maturate è di 400/500. Quindi il copilota, da questi dati, aveva effettivamente volato solo nel 2014. E neanche per molto tempo.
Ma era estremamente preparato, come ha dichiarato l'amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr. Aveva anche ricevuto il certificato di eccellenza della Federal Aviation Administration (Faa), l'organizzazione americana della sicurezza dei voli.
Abitava a Montabaur, in Renania, assieme ai genitori, e aveva preso un appartamento a Duesseldorf, dove faceva base nei turni di lavoro. Lubitz era iscritto a un club privato di volo, Lsc Westerwald, amava correre e aveva partecipato ad alcune gare locali.

Apparentemente un ragazzo normale ma il lato oscuro che emerge dalle indagini è che nel 2009 aveva sofferto di stress da lavoro e di depressione.
E a casa della sua famiglia, a Montabaur, sono stati ritrovati dei certificati medici strappati: erano compilati da un neuropsichiatra e uno portava la data del disastro aereo. Doveva fermarsi, almeno un po' di tempo. Ma non l'ha fatto. E l'ha tenuto nascosto a tutti.

Una sua ex fidanzata, hostess di volo, in un'intervista a Bild ha dichiarato che Lubitz le disse: "Un giorno farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, e tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno''. Andreas Lubitz aveva una personalità disturbata. Si arrabbiava parlando di lavoro: ''Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione''. E ha aggiunto: "Una notte si è svegliato e urlava "Precipitiamo", perchè aveva avuto un incubo. Ma poteva nascondere bene agli altri quel che gli stava veramente accadendo''.

Nel frattempo il profilo Facebook del copilota è stato cancellato.
La sua famiglia, partita da Marsiglia verso il luogo del disastro aereo nelle Alpi francesi, alla luce di questi sviluppi, è stata sistemata in una località riservata separati dai familiari degli altri passeggeri morti.

"Tutti i nostri piloti sono scelti anche in base al loro profilo psicologico”, come ha sottolineato Carsten Spohr, "Il copilota aveva superato tutti i test”. E ha concluso: "Anche nell’incubo più terribile non avremmo potuto pensare che potesse accadere una cosa del genere".

La dinamica degli ultimi minuti di volo

All'interno della cabina c'era il giovane copilota. Le urla e i tentativi di sfondare la porta blindata, invece, erano del comandante. Il copilota ha azionato volontariamente la discesa.

Ecco cosa è successo.

In un primo momento si sentono i due parlare tranquillamente all'interno della cabina di pilotaggio.
Poi il comandante passa i comandi al copilota che inizia a preparare la discesa. Si sente un rumore, la porta scatta, e il comandante esce. 
Poi il copilota aziona il bottone che comanda la perdita di quota, portando l'aereo da 12.000 metri a circa 2.500 metri di quota per poi arrivare l'impatto. Il copilota dal momento dell'uscita del comandante ha bloccato il meccanismo di apertura della porta con un'azione volontaria. 
"Di solito è possibile accedere alla cabina di pilotaggio con un codice: ma dall'interno, schiacciando un semplice pulsante, si può bloccare l'accesso”, come ha spiegato David Kaminski-Morrow, direttore della pubblicazione sul trasporto aereo "Flightglobal”.
Poi si è sentito nella registrazione il respiro regolare del copilota fino all'ultimo:
quindi era vivo, cosciente e ha innescato la perdita di quota dell'Airbus.
Nessun problema tecnico dell'aereo.

Il copilota non ha risposto ai controllori, è andato avanti nella sua volontà di portare l'aereo a schiantarsi. Questo è quello che emerge dalla conferenza stampa tenuta da Brice Robin, procuratore della repubblica di Marsiglia.

Solo negli ultimi istanti, poco prima dell'impatto, si sentono le urla dei passeggeri che in quel momento si sono resi conto di ciò che stava succedendo.


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