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Primarie Pd in tv: 'Bravi, ma per me è no'

Due ore di parole per non spostare nemmeno un voto. Ecco perché...

I candidati alle primarie ieri al Teatro della Luna di Milano (Credits: ANSA / MATTEO BAZZI)

L'on. Mario Adinolfi, vittima del suo inguaribile ottimismo, ha detto: "le primarie del Pd dimostrano che la premiership del partito e' contendibile". Falso.

In realta', dopo il confronto di ieri tra i magnifici 5, il risultato sara' questo: primo posto Bersani, secondo Renzi, terzo Vendola, quarta Puppato e ultimo Tabacci.
Non sono  i vaticini  del divino Otelma, bensì la naturale composizione dell'elettorato di cento sinistra.

Bersani ha il voto del classico elettore dai cinquanta in su del Pci-Pds-Ds, Renzi un elettorato giovane e solitamente poco incline ad andare alle urne, Vendola vale quanto Sel nei sondaggi (8%), la Puppato non pervenuta se non nel Nord-est e il buon Bruno Tabacci, uno dei migliori per contenuto nel confronto tv, quando si presento' come candidato in comune a Milano prese una cifra da prefisso telefonico.

Questo per dire che il confronto Tv non sposta voti, semmai rafforza le convinzioni di chi ha già deciso.

L'Italia, a differenza degli Stati Uniti, ha una bassissima mobilità elettorale e non basta mettersi una cravatta viola come ha fatto il sindaco Renzi o definirsi "acchiappa nuvole" come Vendola per far cambiare idea a qualcuno.
Gli italiani sono fedeli (almeno nelle urne) e se decidono di non votare più per qualcuno, al massimo fanno la protesta prima con la Lega oggi con Grillo.

Se vale questo principio per le elezioni politiche, a maggior ragione varrà per le primarie dove gli elettori sono già incasellati e divisi per correnti.
In più se ci si dovesse davvero basare sui contenuti del confronto di ieri, peggio mi sento.

Non si puo sostenere, come ha fatto Tabacci, che "i costi della politica sono insopportabili" e vedere la stessa persona ricoprire nel medesimo istante 3 ruoli: assessore al Bilancio del Comune di Milano, deputato e candidato Premier alle primarie!

E ancora, come potrà mai diventare candidato primo ministro, in Italia, uno che propone di portare la tassazione per chi guadagna oltre un milione di euro al 75%?

Su Renzi si è detto tutto. A parte il doppio merito di aver voluto le primarie e di aver introdotto nel sancta sanctorum della sinistra il concetto della "rottamazione", non può pensare il simpatico sindaco-Pieraccioni di governare il Paese con il mantra della gioventù e del ricambio. Alla fine il sornione Bersani trionferà con buona pace di tutti ma della serata evento di ieri sera, rimarrà il ricordo dello speaker che presenta i candidati come ad X Factor 6.

Peccato mancasse la mitica signora Mara Maionchi. Se fosse stata presente al confronto, sicuramente avrebbe chiuso la trasmissione con una delle sue memorabili perle di saggezza: " Bene, bene, bravi. Ma per me e' NO!"

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