yara-sorella
Cronaca

Yara, la deposizione della sorella lascia ancora molti dubbi aperti

Oggi al processo contro Massimo Bossetti ha parlato Keba Gambirasio, che ha ribadito di non aver mai visto il muratore

Dopo la deposizione di mamma Maura e papà fulvio, oggi è toccato a Keba Gambirasio. La sorella di Yara si è presentata questa mattina al tribunale di Bergamo per deporre al processo contro Massimo Bossetti, il muratore accusato di aver ucciso la tredicenne di Brembate di Sopra.


 

Mai visto Bossetti

Sono due gli aspetti interessanti emersi dalle parole della ragazza nel frattempo diventata maggiorenne. Il primo è il passaggio in cui dice di non aver mai visto Bossetti, né attorno alla palestra, né vicino a casa. E questo è un punto a favore della difesa dell’imputato, che sta provando in tutti i modi a far risaltare un buco probatorio non di poco conto nella ricostruzione ipotizzata dalla procura. Se Yara e Bossetti si conoscevano, come ritengono gli inquirenti, se tra loro c’erano state delle “frequentazioni pregresse”, allora risulta difficile pensare che non sia rimasta traccia di un contatto anche minimo tra i due: un messaggino, una telefonata, un contatto su qualche social network, un incontro anche fisico, con qualcuno che dica di averli visti parlare. Non c’è nulla di tutto ciò. E oggi è arrivata ulteriore autorevole conferma dalla persona più vicina a Yara, la quale ha detto ai giudici che “se fosse successo qualcosa di preoccupante, lo avrei saputo. Se avesse avuto qualche approccio, me lo avrebbe detto”.

La palestra

Il secondo passaggio nella deposizione di Keba che offre uno spunto ai fini investigativi è quello in cui dice che quella sera lei e la sorella avevano discusso su chi dovesse portare lo stereo in palestra, e alla fine era andata Yara. Qui il punto va assegnato alla procura, la quale ritiene che la ragazza avesse deciso già al mattino di recarsi in palestra, nonostante non avesse allenamenti, tanto che lo aveva detto a una amica. Secondo i carabinieri, Yara potrebbe avere avuto un appuntamento, infatti esce alle 18,40 dicendo che doveva tornare a casa perché altrimenti la mamma si sarebbe preoccupata. Ma la prima telefonata della donna arriva mezz’ora dopo. Da qui l’ipotesi che la ragazza si fosse ritagliata un margine di tempo. Per incontrare il suo assassino? 

© Riproduzione Riservata

Commenti