Cronaca

"Dal Vaticano 150 euro per ogni disoccupato". Parola di Don Nicola

Il caso del sacerdote candidato nel comune di Sant'Agnello è destinato a far discutere per le sue promesse elettorali

Il manifesto elettorale di Don Nicola De Maria, il sacerdote candidato alle elezioni comunali

I suoi manifestini con la sua foto e la scritta “vota don Nicola” sono dappertutto. Nel vero senso della parola. Sono sparsi in ogni vicolo della città, sulle mura esterne ed interne della chiesa e persino sotto l’altare.

Don Nicola De Maria, il primo prete politico della storia, candidato a consigliere comunale nel Comune di Sant’Agnello, nella penisola sorrentina, ha deciso di prendere in prestito per la durata della campagna elettorale persino il leggio della chiesa per fare i comizi in piazza.

Ovviamente anche su quest’ultimo ha affisso la sua immagine sorridente con la scritta a caratteri cubitali “votatemi”.

Ma la candidatura di don Nicola, al fianco del sindaco Rosario Salerno alle prossime elezioni del 26 e 27 maggio, ha sollevato non poche polemiche. E non solo per i suoi manifestini e per l’ardore politico dello stesso sacerdote ma per le promesse che don Nicola ormai da settimane sta facendo ai suoi concittadini.
E non sono promesse da poco.

La prima: se sarà eletto utilizzerà fondi vaticani che saranno versati dallo Stato Vaticano nelle casse del comune per l' abolizione della tassa sulla spazzatura

La seconda: la cancellazione delle strisce blu in tutta città.

La terza: il ritorno dei lidi pubblici accessibili alla popolazione locale.

La quarta: la liberazione della risorsa «acqua»

La quinta: 150 euro mensili per tutti i cittadini santagnellesi senza lavoro.

E’ proprio quest’ultimo punto, il quinto, della campagna elettorale che forse preoccupa un po’ la stessa Curia che per settimane è rimasta il “religioso” silenzio ma che oggi, nella persona del Vescovo, ha richiamo il sacerdote all’ordine.

I 150 euro mensili ai disoccupati di Sant’Agnello dove li avrebbe presi don Nicola? Nelle casse vaticane. Proprio come i fondi per abolire la tassa sulla spazzatura.

Apriti cielo e, verrebbe da dire, spalancati Chiesa. Il vescovo, infatti, ha invitato il sacerdote ad interrompere la sua campagna elettorale, a staccare i manifestini da dentro la chiesa e soprattutto a smettere di fare promesse impossibili da mantenere.

Ma don Nicola ha detto di essersi ispirato a Papa Francesco e se qualcuno gli chiede il perché dell’ impegno in politica risponde senza indugi: “Sono state le parole di Papa Francesco. Lui ha detto: ‘uscite dalle chiese e interessatevi dei vostri fedelì’.  E così io faccio tutti i giorni. Voi non sapete quanta gente viene qui in chiesa a chiedere aiuto. Cosi do loro un po’ di soldi, li aiuto come posso. Lo sapete che cosa fa la Chiesa, qui in costiera? Distribuisce i pasti ai più poveri. Ma lo fanno i volontari. Loro, i preti, non si vedono alle mense. La trovo una carità pelosa”.

A quanto pare anche Don Nicola parla chiaro ma c’è chi non è d’accordo.

“Le spara più grosse di un navigato politico abituato a promettere anche l' impossibile pur di racimolare qualche consenso- spiegano a Panorama.it, il prete anticamorra Don Aniello Manganiello e il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli- questo prete che ha evidenti problemi sta facendo molti danni alla Chiesa ed ha confuso un luogo di culto per un comitato elettorale”.

“Si fa campagna elettorale anche durante le omelie delle messe e molti fedeli si lamentano per la pressante e insistente richiesta di voti del prete anche con toni aggressivi e approfittando del suo ruolo”  precisa Borelli.  

Ma il richiamo più severo a Don Nicola arriva proprio dal suo collega di Chiesa, Don Aniello Manganiello: "Sono davvero senza parole. Io ho rifiutato secondo il diritto canonico la carica di assessore alla legalità nella Municipalità di Scampia. Non è previsto che i parroci si possano candidare in prima persona anche se ognuno di noi ha legittimamente le proprie idee politiche. Don Nicola si deve ritirare dalla competizione elettorale o deve essere ridotto allo stato laicale”.

Intanto però Don Nicola non ha ancora detto ufficialmente “no” nonostante l’invito del vescovo e quindi è ancora a tutti gli effetti in lista per le prossime elezioni comunali.

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