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Cronaca

Turismo, calo anche ad agosto. Non era mai successo

Il direttore generale di Federalberghi: "Se il governo non ci ascolta con politiche di semplificazione rischiamo il crollo"

È la prima volta, nella storia del turismo italiano, che il comparto alberghiero segnala un calo dei pernottamenti nel mese di agosto. Calo ancor più significativo, secondo il rapporto Federalberghi pubblicato il  6 settembre 2012, tra i cittadini italiani (-3%), colpiti da una crisi che è la vera causa della flessione del settore turistico in Italia.  «Nonostante il significativo aumento delle presenze dei turisti stranieri (+2,1%) nel mese di agosto, non le nascondo che sono dati estremamente negativi. La verità è che se il governo non mette mano al più presto a una politica per rilanciare il settore rischiamo seriamente di non invertire la tendenza» dice a Panorama.it Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi. «E le assicuro che non stiamo chiedendo soldi. Chiediamo solo  politiche di semplificazione, a costo zero, che potrebbero aiutarci in un momento così difficile».

A quali politiche allude?
Le farò un esempio: il precedente governo aveva approvato una nuova norma del codice del turismo che consentiva alle strutture ricettive con un ristorante di somministrare bevande anche alla clientela esterna. Il ricorso di una regione, facendosi forte del titolo V della Costituzione che assegna competenze esclusive alle regioni in materia di turismo, ha bloccato tutto. Con il risultato che gli investitori che hanno investito si ritrovano ora con un pugno di mosche in mano. Vede: in Italia ci sono diciannove regioni e due province autonome con regole diverse in materia di turismo. Andare avanti così è controproducente.

Semplificare. E poi?
Non ci sono soldi freschi, lo so. Ma perché non introdurre un credito di imposta per chi investe sulla riqualificazione dell’offerta turistica nazionale, come il governo ha fatto per altri settori? Noi di Federalberghi presenteremo ufficialmente la prossima settimana alcune proposte concrete: al governo chiediamo solo di ascoltarci.

I dati negativi del mese di agosto giungono dopo quelli di luglio. Ma non riguardano gli stranieri. È un dato da cui ricominciare?
È il segno che il nostro Paese ha ancora un ottimo appeal internazionale. Il dato più importante, in un Paese come il nostro dove il turismo straniero proviene in gran parte dai Paesi di lingua tedesca, è l'aumento dei pernottamenti dei turisti provenienti dai Paesi Brics (India, Brasile, Cina). Ma sono ancora troppo pochi (6,5% e 7 milioni di pernottamenti nel 2012) per compensare il crollo del turismo italiano.

Le politiche di sconto hanno aiutato?
Certo. Ma, nel medio periodo, creano anche situazioni di sofferenza non sostenibili per gli albergatori. E servono solo a rattoppare, non a rilanciare.Per quello c'è bisogno che il governo ci ascolti. E non abbandoni una delle grandi risorse della nostra economia: il turismo.

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