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Cronaca

Torna l'estate con temperature record. E gravi danni all'agricoltura

La prossima settimana in Puglia e Sicilia il termometro raggiungerà i 29 gradi mentre nella Capitale e nella Pianura Padana ne sono previsti 24

In Italia torna l’estate. Parola di meteorologo. Le temperature della prossima settimana, infatti, non avranno niente di autunnale ma saranno paragonabili a quelle registrate a fine giugno, a luglio e ad agosto. Dunque non meravigliatevi se il termometro segnerà 29 gradi.

“Sulla nostra penisola è presente un’alta pressione che porta, a parte oggi qualche instabilità, un tempo soleggiato con temperature gradevoli- spiega a Panorama.it, il tenente Stefania De Angelis, previsore dell’Aeronautica Militare – ma da lunedì prossimo ci sarà un ulteriore innalzamento delle temperature che arriveranno a toccare i 29-30 gradi”

E quali saranno le regioni interessate dal caldo estivo? “Puglia e Sicilia registreranno le temperature più alte- prosegue il tenente De Angelis- e questo grande caldo rimarrà su queste regioni fino a mercoledì. Ma a godere del bel tempo sarà anche il Centro Italia e la Sardegna”.

Secondo i modelli di previsione dell’Aeronautica Militare anche in Sardegna, Toscana, Lazio, Marche e Umbria, le temperature dovrebbero raggiungere i 26-26 gradi. “Il grande caldo interesserà anche la Capitale dove sono previsti circa 25 gradi”. Un aumento delle temperature, improvviso ed eccezionale, che costringerà moltissimi abitanti e turisti a muoversi in città nuovamente a mezzemaniche.

Ma anche per gli amanti dell’estate che risiedono al Nord, arriverà il sole e il caldo. Le temperature non saranno così “cocenti” come in Sicilia, ma sarà comunque possibile uscire di casa senza il giubbotto.

“Nelle regioni del Nord le temperature raggiungeranno i 20-22 gradi ad eccezione delle città della Pianura Padana che potranno registrare anche 24 gradi- precisa il tenente- come per il resto dell’Italia anche in Nord sarà interessato dal grande caldo. Le temperature della prossima settimana saranno sicuramente molto superiori a quelle della media stagionale”.

Ma nonostante l’alta pressione e il sole, il tenente De Angelis precisa che le previsioni che risultano essere davvero attendibili sono quelle stimate per i tre giorni. “L’attendibilità massima è quella calcolata per le 48-72 ore, ovvero quella che permette un margine di errore davvero basso – conclude – il sole e il grande caldo sicuramente investiranno il nostro Paese ma le temperature poterebbero subire ancora qualche variazione”.

Nonostante il calendario indichi il mese di novembre, non ci sarà da meravigliarsi se qualcuno la prossima settimana tirerà fuori dal cassetto il costume da bagno e tornerà in spiaggia a prendere il sole.

Ma il caldo eccezionale e "fuori stagione" procurerà molti danni a coltivazioni e piante oltre ad agevolare il proliferare di insetti novici. "Questo caldo potrà risvegliare le gemme dormienti delle piante procurando un vero e proprio shock non appena tornerà il freddo intenso e le prime gelate- precisa a Panorama.it, Rosanna Zari, Vice presidente nazionale dell'Ordine degli Agronomi- con conseguenze davvero molto gravi". A subire i maggiori danni saranno le piante sempreverdi come ad esempio, l'olivo. Quelle che invece non dovrebbero risentire molto di questa ondata di caldo sono le viti oppure gli alberi da frutto che maturano durante l'estate.

"Il caldo eccezionale con temperature estive in pieno inverno - continua Zari- agevola le malattie delle piante, gli attacchi fitosanitari e, ad esempio, la presenza massiccia delle cimici che attaccano le piante. Con il freddo molti insetti muoiono o vanno in letargo, in questo caso invece, continuano le loro attività 'distruttive' sulle piante".

Ma adesso è tempo dei cavoli, bietole, mirti e non certo dei pomodori. Come è possibile che una coltivazione tipicamente invernale come quella del cavolfiore possa resistere ad una temperatura di 30 gradi? "Purtroppo gli agricoltori dovranno irrigare molto di più - conclude Zari - e provvedere a combattere tutti quegli insetti che tenderanno a distruggere la coltivazione".          

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