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Cronaca

Testamento biologico, perché la legge rischia di essere affossata

Come il fine vita potrebbe ritrovarsi tra quei Ddl che rischiano di essere azzerati visto lo slittamento al 25 luglio della calendarizzazione della norma

Il Biotestamento (o Testamento Biologico) è tra quelle leggi che rischiano di finire nel dimenticatoio delle norme affossate, accantonate e mai più prese in considerazione, dopo anni di attese interminabili. La causa? I tempi biblici di approvazione con uno slittamento al 25 luglio della calendarizzazione della legge che mira a farla saltare.

L'allarme è stato lanciato dall'Associazione Luca Coscioni. "Un tradimento del Senato" perché la legge sul biotestamento è ancora "ostaggio della Commissione Igiene e Sanità". Nonostante nella prima settimana di luglio i capigruppo in Senato abbiano calendarizzato la discussione in aula per la fine di luglio, "la promessa è stata tradita", hanno commentano Mina Welby e Matteo Mainardi, co-presidente e membro di Giunta dell'associazione.

"Solo questa settimana saranno presi in esame gli emendamenti dopo una sospensione di quasi un mese. Un pericoloso slittamento della trattazione", proseguono dall'Associazione Coscioni, che "fa apparire sempre più chiaro l'obiettivo dei partiti di opposizione tanto quelli di maggioranza, anche contro la buona volontà di tantissimi loro Parlamentari: far saltare la legge sul testamento biologico anche in questa legislatura".

I commenti e le promesse dei parlamentari Pd

Nel frattempo, sul sito della campagna Eutanasia Legale è stato attivato un sistema che dà la possibilità ad ogni cittadino di contattare i parlamentari per avere informazioni in merito. Risposte sono arrivate dai senatori Pd. "L'approveremo prima della fine della legislatura. Promesso", il messaggio di Petro Ichino.

"Per quanto nelle mie possibilità farò di tutto per fare in modo che la legge sia approvata", è stato il commento di Laura Puppato.

Infine da Monica Cirinnà è arrivato l'impegno di approvare la legge senza ulteriori modifiche.

"La decisione dei Capigruppo al Senato di rimandare a fine mese la calendarizzazione, senza prevedere dunque un tempo congruo per l'approvazione prima della pausa estiva, non può che avere un unico obiettivo: far saltare la legge anche per questa legislatura – commenta Marco Cappato", Tesoriere dell'associazione

Il 20 aprile 2017, la Camera aveva approvato (con un'alleanza avvenuta successivamente tra Pd, M5s, Mdp e Si, radicali compresi) una linea comune tra i partiti che se ritoccata invece finirebbe per bloccare definitivamente l'iter della legge al vaglio del Senato.

Dopo le interminabili battaglie di tanti malati, la normativa riconosce il diritto di rifiutare le terapie, compresa nutrizione e idratazione artificiali vietando l'accanimento terapeutico a chi, in fin di vita, lo richiede. Resta possibile, però, una sorta di obiezione di coscienza da parte del medico.

(scritto il 31 maggio 2017 e aggiornato il 24 luglio 2017)

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