La città simbolo della resistenza alla devastazione del terremoto del 24 agosto è Norcia. Certo i danni ci sono, a qualche casa, al Monastero benedettino e alla Basilica e anche alle strade. Ma in mezzo ai pochi danni contenuti, non ci sonovittime.

E mentre la scuola di Amatrice è crollata sotto le scosse nonostante la ritrutturazione antisismica del 2012, come il campanile della chiesa di Accumoli che recentemente restaurato si è sbriciolato sul tetto di un'abitazione schiacciando un'intera famiglia, a Norcia non ci sono vittime, non ci sono feriti. Solo qualche lesione.





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Questo è il risultato di una "buona ricostruzione" seguita al sisma del 1997 e, prima ancora, a quello del 1979, che in questa cittadina della Valnerina, oggi piena di turisti, causò cinque morti e centinaia di sfollati. A sostenerlo il sindaco, Nicola Alemanno, e la presidente umbra, Catiuscia Marini: "La forte scossa che ha colpito stamani anche l'Umbria - dice la presidente - ha causato danni contenuti a differenza di quanto purtroppo accaduto nelle Marche e nel Lazio. Ciò testimonia che la ricostruzione in Umbria è stata una buona ricostruzione che ha saputo garantire sicurezza per la popolazione e qualita' e velocita' degli interventi".

"Come Umbria - ricorda ancora Catiuscia Marini - ci siamo subito posti l'obiettivo innovativo di non limitarsi alla semplice riparazione del danno, ma di mettere in sicurezza l'intero territorio". Proprio nella zona di Norcia è stato registrato l'epicentro, oggi, delle più forti scosse immediatamente successive alla principale, delle 3.36 di magnitudo 6: alle 4.32, di magnitudo 5.1, e alle 4.33 con magnitudo 5.4.

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"Le case sono tutte antisismiche e hanno retto, però ci sono delle lesioni", ha spiegato l'assessore comunale Giuseppina Perla. Nel corso dei controlli sono infatti emerse alcune lesioni ad abitazioni private, infrastrutture e beni culturali, fra i quali la basilica di San Benedetto. Per questo la piccola comunità internazionale di frati, quindici monaci, quasi tutti giovani e molti di loro americani, è stata ospitata del convento di Sant'Anselmo a Roma. La loro storia dei benedettini di Norcia è legata al Grande Giubileo del 2000 e anche ad un piccolo birrificio che produce la Nursia, una 'bionda' che, all'inizio venduta solo negli spacci vaticani, da qualche hanno si è ritagliata una sua nicchia anche nel mercato.

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