“Dobbiamo aspettare i rilievi dei tecnici per avere un riscontro preciso sull’intensità del sisma, ma possiamo dire che il terremoto di questa notte è paragonabile a quello dell’Aquila”.

La terra ha tremato di nuovo nel Centro Italia, portando con sé, proprio come accadde in Abruzzo, devastazione e morti.

La prima scossa di magnitudo 6.0 è stata registrata alle 3:36 di stanotte vicino Accumoli, in provincia di Rieti, ad una profondità di soli 4 chilometri.

Dottor Andrea Tertulliani, esperto dell’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che cosa ha originato questo terremoto? E cosa ha provocato in termini geofisici?
Si tratta di uno 'stiramento' dell'Appennino, ossia il processo di estensione da Est a Ovest, il meccanismo all'origine del terremoto di magnitudo 6 che ha colpito Rieti alle 3:36 di oggi e che ha finora provocato oltre 40 scosse in una zona di circa 30 chilometri compresa fra Lazio, Marche e Umbria. Il tipo di movimento osservato dai dati sismici indica una faglia estensionale, simile a quella all'origine dei terremoti più recenti e vicini, ossia quello de L'Aquila del 2006 e quello di Colfiorito del 1997. 

Che importanza ha l’ipocentro di un sisma, ovvero la profondità in cui si genera?
Significa maggiore violenza. Il sisma, essendo più vicino alla arriva superficie, arriva maggiore forza e lì, scarica tutta la sua energia. Dunque, più un terremoto ha un ipocentro in profondità, meno sarà avvertito in superficie e di conseguenza minori saranno i danni. E viceversa.

Il terremoto di stanotte ricorda quello avvenuto all’Aquila per danni e intensità..
Si, però dobbiamo ancora aspettare dei dati e le analisi relative alla Scala Mercalli. Con le dovute differenza, effettivamente questo sisma è molto simili a quello che ha devastato l’Abruzzo. All’Aquila avevamo avuto un terremoto di magnitudo 6.3 ma ad una maggiore profondità. In questo caso, il magnitudo è leggermente inferiore ma la profondità è ridotta. La faglia interessata dal sisma di questa notte non è la stessa che interessò l’Aquila. Si tratta di una faglia di circa 20 chilometri nell’area dei Monti della Laga, più a nord rispetto a quella che devastò l’Abruzzo. Ovviamente siamo in presenza, ugualmente, di faglie sismogenetiche e quindi ad altissima pericolosità sismica. Purtroppo le aree interessate da queste faglie sono il reatino, l’aquilano e l’intera area umbra.

In questa area si erano già verificati, in passato, terremoti di questa intensità?
Sì, certo. Essendo un’area, come tutta l’area appenninica, ad elevatissimo rischi sismo, ha già subito terremoti devastanti. L’ultimo che ha raso al suolo gli insediamenti urbani, risale al 1703. Circa un secolo prima ce ne era stato un altro, altrettanto devastante, ovvero, nel 1639. Più recentemente, sempre nelle aree interessate dal sisma di stanotte, quello di Norcia nella Val Nerina del 1979.

Anche l’Emilia Romagna, che è stata vittima di un terremoto devastante nel 2012, stanotte ha avvertito le scosse che si sono verificate nel reatino. ..si tratta della faglia?
No, la faglia interessata dal sisma di questa notte, non è la stessa del 2012. Quella con epicentro ad Accumoli, non arriva in Emilia Romagna, in quanto ha una lunghezza di circa una ventina di chilometri ed è posizionata parallelamente all’asse appenninico. Si tratta di faglie differenti ma le scosse possono comunque essere avvertite in numerose altre zone.

Quanto potranno durare le scosse di assestamento?
Non è possibile dire quanto durerà lo sciame sismico e neppure l’intensità e la frequenza con la quale si verificherà.

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