Sono stati estratti dalle macerie della loro casa squarciata dal sisma. Erano in quattro, un’intera famiglia formata da una giovane coppia più due bimbi: Stefano e Riccardo, 7 anni e 8 mesi.

Non sono sopravvissuti al peso del campanile della chiesa di Accumoli adiacente al loro palazzo che ha letteralmente sfondato il tetto della casa sfrantumando i muri e schiaccando le persone che stavano dormendo ignare.

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Oggi il sindaco Stefano Petrucci, pur commosso per l'accaduto difende i lavori che erano stati fatti qualche anno fa sull'edificio ecclesiastico sostenendo che non c'è stata imperizia nel restauro del campanile nella chiesa crollato per il sisma. "La morte di una famiglia intera è un dramma, i figli erano cresciuti con i miei - ha detto il sindaco - ma non strumentalizziamo. Un campanile di otto metri anche restaurato da poco con il terremoto è lecito che crolli. Non abbiamo fatto noi i lavori, ma non c'è stata imperizia". Ma il primo cittadino di Accumoli non è un esperto sismologo e delle perizie approfondite dovranno essere effettuate perché alle 3.36 del 24 agosto il terremoto ha scosso la terra in modo violento e quel campanile da poco restaurato con i fondi del terremoto aquilano si è spezzato subito conficcandosi nell’abitazione. 

Inutili i soccorsi. Quando arrivano viene forzato l’ingresso, si scava tra le macerie a mani nude perché all'inizio sembrano esserci delle possibilità di trovare qualcuno ancora in vita. Alle 4.30 del mattino qualcuno crede di sentire piangere Riccardo, il più piccolo della famiglia. Poi, però, le infinite scosse che non danno scampo stroncano ogni speranza e Riccardo viene estratto per il primo e condotto fuori della casa avvolto in una coperta di verde. Passano le ore e dall’interno della casa non si sente più nessun lamento, nessuna richiesta d’aiuto. Sono tutti morti.

Nella casa restano i corpi inermi di papà Andrea, 35 anni, e di mamma Graziella, 32 anni, che vivevano da sempre ad Accumoli dove Andrea lavorava e, per passione, suonava nella banda del paese, mentre la moglie si occupava dei figli.

Chi li ha conosciuti bene, gli amici e i vicini di casa raccontano di una "famiglia felice che non avrebbe mai lasciato Accumoli e la loro casa, dalle cui mura non usciva mai un problema o un litigio". Una famiglia come tante, una delle tante famiglie distrutte da terremoto.

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