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Cronaca

Tangenti, arrestato il presidente della Rete ferroviaria italiana

Dario Lo Bosco secondo le accuse avrebbe intascato 58mila euro per un appalto. Trovato il libro mastro della corruzione

Dario Lo Bosco, presidente della Rete ferroviaria italiana (Rfi), è stato arrestato per concussione. Avrebbe intascato una tangente di 58.650 euro legata ad un appalto per l'acquisto di un sensore per il monitoraggio delle corse dei treni. Rfi è una società per azioni di Ferrovie dello Stato, che gestisce le infrastrutture ferroviarie su tutto il territorio nazionale.

Ai domiciliari, oltre a Lo Bosco, anche due funzionari del Corpo forestale della Regione siciliana, arrestati per aver preso tangenti per un appalto relativo ai lavori di ammodernamento delle radiocomunicazioni della Forestale. Si tratta di Salvatore Marranca, che avrebbe ricevuto una mazzetta di 149.500 euro e Giuseppe Quattrocchi che se ne avrebbe intascati 90 mila. Lo Bosco è anche presidente dell'Azienda siciliana trasporti. 

Gli altri indagati

Oltre alle tre persone finite oggi ai domiciliari, la procura ha iscritto nel registro degli indagati anche Pietro Tolomeo, ex dirigente generale della forestale, Giovanni Tesoriere, preside di ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere alla forestale, e Maria Grazia Butticè, compagna dall'imprenditore agrigentino Massimo Campione, che ha distribuito le mazzette ai funzionari pubblici. Per Tolomeo la procura aveva chiesto gli arresti domiciliari ma il gip li ha respinti.

Il libro mastro

"Eravamo abituati a sequestrare il libro mastro con le richieste di pizzo nelle indagini sulle estorsioni mafiose. Ora ci imbattiamo in un fenomeno corruttivo che usa gli stessi metodi del racket". Lo ha detto il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, illustrando, in conferenza stampa, i particolari dell'inchiesta che ha portato all'arresto, per tangenti, di tre funzionari pubblici tra cui Dario Lo Bosco, presidente di Rfi. "In questa indagine - ha aggiunto - abbiamo trovato un libro mastro in cui l'imprenditore Massimo Campione annotava con puntualità le somme versate per agevolare l'iter amministrativo di una procedura di appalto e per procurarsi favori e intercessioni". "L'imprenditore - ha concluso il procuratore - ha avuto la cura di mettere nomi, date e cifre versate". (Ansa)

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