"Confido nell'aiuto delle procure, spero che l'azione di pulizia avvenga prima possibile, prima fanno e meglio è per me e per l'Anas". Lo ha detto il presidente della società Gianni Vittorio Armani dopo gli arresti di questa mattina. "Credo che in Anas gran parte dell'azienda sia onesta e penso che possa uscire dal tunnel - ha aggiunto - pensavo che i problemi principali fossero organizzativi ma invece vanno risolti prima i problemi corruttivi, questa è la priorità sennò non c'è piano industriale che tenga".

Gli arresti

Sono complessivamente dieci le ordinanze di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sull'Anas. I destinatari sono: Antonella Accroglianò. Oreste De Grossi, Sergio Lagrotteria, Giovanni Parlato, Antonino Ferrante, Eugenio Battaglia, Concetto Bosco Logiudice, Francesco Costanzo, Giuliano Vidoni e Luigi Meduri ex sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture per due anni, dal maggio 2006 al maggio 2008. Dal gennaio 1999 all'aprile 2000 aveva ricoperto la carica di presidente della Regione Calabria.

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno sequestrato 70 mila euro in contanti e gioielli a casa della madre di Antonella Accroglianò, indicata come la "dama nera", il dirigente responsabile del coordinamento tecnico amministrativo di Anas ritenuta dagli inquirenti al vertice della "cellula criminale" che operava all'interno di Anas.

Scambi di favori

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Meduri da un lato si sarebbe adoperato per mettere a disposizione il suo pacchetto di voti a favore del fratello della "Dama nera", candidato alla regione Calabria nelle liste dell'Udc, e dall'altro si sarebbe dato da fare per fargli ottenere un importante incarico all'interno di una società partecipata della Regione, sempre dietro richiesta della Accroglianò, dopo il fallimento del fratello alle elezioni. In cambio, sostengono la Guardia di Finanza e la procura di Roma, l'ex sottosegretario avrebbe chiesto l'assunzione e la riconferma in Anas di due geometri a lui vicini.

La tangente

Meduri, inoltre, avrebbe fatto da intermediario tra la stessa Accroglianò e due imprenditori catanesi - Concetto Bosco Lo Giudice e Francesco Costanzo - che avrebbero ritardato il pagamento di una tangente. La mazzetta sarebbe relativa alla vicenda che ruota attorno all'appalto da 145 milioni per la realizzazione della cosiddetta "Variante di Morbegno", in Lombardia. L'appalto, infatti, era stato vinto dai due imprenditori catanesi che, attraverso Meduri, avrebbero chiesto all'Anas, e dunque alla Accroglianò, l'autorizzazione alla cessione di un ramo d'azienda. In realtà, dicono gli investigatori, si trattava di una una vera e propria cessione del contratto d'appalto, pratica normativamente illecita. Per queste "pratiche" gli investigatori hanno documentato almeno sei passaggi di denaro, dal dicembre 2014 all'agosto 2015, per un totale di circa 150 mila euro".

I reati contestati

I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere, alla corruzione per l'esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri di ufficio, dall'induzione indebita a dare o promettere utilità al voto di scambio. Il gip ha disposto inoltre un sequestro per equivalente nei confronti di tutti i dipendenti pubblici per 200 mila euro. La Guardia di finanza ha seguito questa mattina una novantina di perquisizioni in Lazio, Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Friuli, Toscana, Umbria, Piemonte, Veneto e Abruzzo.

Le ordinanze sono scattate "sulla scorta degli elementi di reità acquisiti nel corso delle indagini svolte dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, coordinati dalla procura di Roma.

La quotidianità della corruzione

Al termine di questa prima fase dell'inchiesta c'è una sensazione deprimente della quotidianità della corruzione". Cosi' il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, ha commentato l'inchiesta della Guardia di Finanza sull'Anas. "La principale indagata - ha aggiunto Pignatone - va in ufficio tutti i giorni ma il suo principale lavoro è gestire questo flusso di corruzione".

Il nuovo presidente dell'Anas "è estraneo a queste vicende e non ha assolutamente nulla a che vedere con questa gestione" ha detto Pignatone, sottolineando che l'attuale presidente "è parte offesa ed avra' nuovo materiale su cui riflettere per studiare provvedimenti e mettere mano a queste situazioni". (Ansa)

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