Cronaca

Scuola, quegli edifici che cadono a pezzi

L'ultimo episodio a Pescara, con un liceo allagato. Ma in tutta Italia le strutture peggiorano. E i lavori promessi da Renzi vanno a rilento

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Il liceo Misticoni di Pescara

Altro che scuole belle e sicure. Gli studenti del liceo Misticoni di Pescara, noto per essere stato frequentato in passato dal fumettista Andrea Pazienza, hanno appena inviato al premier un video di protesta con le immagini dell'allagamento che per cinque giorni ha costretto la scuola abruzzese a chiudere i battenti, in seguito a un violento temporale verificatosi il 5 marzo. Quanto avvenuto al Misticoni di Pescara non rappresenta un caso isolato. Proprio oggi, giorno in cui è previsto l'approdo del disegno di legge sulla scuola in Consiglio dei ministri, un altro edificio è stato evacuato: alla Marconi di Modena, inaugurata cinque anni fa, un allagamento ha portato nella notte al distacco di alcuni pannelli fonoassorbenti che sono precipitati lungo il corridoio principale dell'edificio, ragion per cui è stato deciso di chiudere temporaneamente la struttura.

 

Dalla scorsa estate a oggi, ovvero da quando il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha messo in moto il piano per l'edilizia scolastica, sono numerose le scuole andate letteralmente  in pezzi, da Nord a Sud. Qualche esempio? Il 10 settembre è venuto giù un pezzo di soffitto nella scuola primaria di via del Collegio a Tivoli, vicino Roma. Feriti due insegnanti. A gennaio si è rischiata la tragedia all'asilo nido di Sesto San Giovanni, a due passi da Milano, dove sette bambini sono rimasti feriti in seguito al crollo dell'intonaco di un soffitto. Il mese scorso a Pescara una parte dell'intonaco del solaio di un'aula al primo piano dell'alberghiero De Cecco si è staccato ferendo tre alunni. Sempre a febbraio all'asilo Galli di Somma Lombardo in provincia di Varese un pannello della controsoffittatura ha ceduto sbriciolandosi a terra: per fortuna è caduto a notte fonda quando i bimbi erano a casa a dormire. 

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Altri episodi analoghi si sono verificati prima dell'estate. Nel febbraio del 2014 è crollato l'intonaco del soffitto della scuola elementare Marinella Bragaglia di Palermo e tre bambini sono rimasti feriti, mentre in aprile è venuto giù il soffitto di una palestra della scuola elementare di Russi (vicino Ravenna) dove si stavano allenando alcune giovani ginnaste. Alla luce di quanto riportato sul sito del Ministero dell’Istruzione, i 400 milioni che il Governo ha promesso di stanziare la scorsa estate per finanziare il progetto "scuole sicure" dovrebbero coprire in tutto più di 1.600 interventi. Nel 2014 è partita una prima tranche di stanziamenti pari a 150 milioni. Ma, all'inizio di dicembre, il lavoro era stato portato a termine in 300 cantieri soltanto. 

Resta ancora molto da fare: stando per esempio a un'indagine di Legambiente (intitolata Ecosistema scuola) pubblicata a novembre, che accende un faro sulla situazione in cui versano le scuole, sarebbero circa 40 mila in Italia gli edifici scolastici che necessitano di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza. Se la stima di Legambiente fosse corretta, i 20 milioni per sistemare i controsoffitti pericolanti che la ministra Stefania Giannini ha promesso di reperire potrebbero non bastare.


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