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Cronaca

Scandalo in Vaticano: le reazioni agli arresti

La difesa di Chaouqui alla bufera Vatileaks 2, i pareri di Gotti Tedeschi, del cardinale Tauran e di Nuzzi, autore di uno dei libri incriminati

All'indomani della bufera giudiziaria di Vatileaks 2, Francesca Chaouqui, ex collaboratrice laica del Vaticano accusata di essere uno dei due "corvi", torna sul suo arresto e, in un colloquio con il Corriere della Sera e con la Stampa, ribadisce la sua estraneità ai fatti e punta invece il dito contro monsignor Lucio Angel Vallejo Balda. "Io - dice sulle pagine del quotidiano di via Solferino - sto benissimo. Com-ple-tamen-te estranea ai fatti. È il monsignore che ha cercato di tirarmi in ballo, capirà, c'è un clima molto brutto...".

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Sottolinea di non aver nulla da rimproverarsi: "è il monsignore che se l'è presa con me, io non c'entro nulla". "Del resto è solo la punta dell'iceberg: c'è anche la storia del computer violato di Milone... C'è un clima da lunghi coltelli... anche per via delle due nomine mancate: prima il monsignore sperava di diventare segretario della Segreteria per l'Economia, poi di essere nominato Revisore generale della Santa Sede".

Io arrestata? "Un momento: io - dice la lobbista - mi sono presentata spontaneamente... Mi ha chiamato sabato la Gendarmeria vaticana: dottoressa, c'è bisogno che lei venga. E io dopo venti minuti stavo là. Gentilissimi, i gendarmi, un comportamento esemplare da grandi professionisti.   Ho dato tutta la mia collaborazione e mi hanno scarcerata. Tra l'altro: non sono mai stata in cella", sottolinea la pierre, spiegando di aver dormito fino a lunedì "in comunità dai salesiani".

"Ha fatto tutto Monsignor Balda"

Nel colloquio con la Stampa Chaouqui assicura di "non entrarci nulla con corvi e talpe... Ha fatto tutto" monsignor Balda, "anzi io ho cercato di fermarlo". Ribadisce di "non aver fatto nulla", spiegando che la sua collaborazione con le autorità vaticane "non va interpretata come un pentimento nè come un'ammissione di colpa perchè non ho nulla da ammettere e nulla di cui pentirmi".

La "piena collaborazione", dice la lobbista, non va intesa "nel senso tecnico del termine", ma è un aiuto alle autorità per far luce su quanto accaduto. "Sono totalmente innocente e lo dimostrerò..."

Ettore Gotti Tedeschi: "Obiettivi: le persone vicine al Papa come nel 2012"

Quei sistemi di potere che operavano all'interno della Santa Sede ai tempi di Benedetto XVI 2possono esser gli stessi che ora hanno fatto Vatileaks 2 contro Papa Francesco. E da quel che mi appare, senza avere notizie dirette, non è una lotta tra fazioni. Bensì, anche questa volta, una lotta contro il Papa, la Sua autorità, le Sue riforme".

A dirlo è l'ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, che intervistato dal Mattino sottolinea: "la mia opinione è che ad attuare il Vatileaks 2 possano esser gli stessi "ambienti" e gli stessi gruppi di potere del 2012, prescindendo da chi è il Papa".

"Gli obiettivi da colpire - dice il banchiere - mi sembrano le persone vicine a sua Santità, come il cardinale Pell". Per Gotti Tedeschi ci sono una serie di elementi "abbastanza omogenei" che rendono il nuovo Vatileaks simile a quello del 2012: "di qui il mio suggerimento al Papa di fare una indagine approfondita, con persone di sua assoluta fiducia e che riportino esclusivamente a lui. Fu esattamente lo stesso suggerimento che io diedi negli stessi giorni in cui scoppiò Vatileaks 1".

Gotti Tedeschi si definisce "scettico" sul fatto che monsignor Lucio Angel Vallejo Balda possa essere il "corvo". "Fin quando non confesserà non mi rassegno a vederlo come il corvo". Riflette poi sul malessere nella Chiesa: "non siamo di fronte a fatti di teologia o Magistero, o ai temi del Sinodo. Qui - sottolinea l'ex presidente Ior - affrontiamo una serie di fatti complessi che riguardano gli affari economici non dispute teologiche".

Jean-Luis Tauran: "Arresti conseguenza della trasparenza di Francesco"

"Questi due arresti dentro le mura vaticane, nei palazzi pontifici, e per accuse così gravi non possono che fare male a tutti. Se quanto viene addebitato ai due arrestati corrisponde al vero a dir poco c'è da essere delusi, sorpresi e amareggiati. Che tristezza". Intervistato da Repubblica, il cardinale francese Jean-Luis Tauran, camerlengo e presidente del Pontificio consiglio per il dialogo Interreligioso, torna così su monsignor Vallejo Balda e l'ex collaboratrice laica Francesca Chaouqui arrestati per la fuga di notizie riservate.

Il cardinale non trattiene "sdegno e vergogna se le accuse risulteranno vere". "Quello che è accaduto - dice Tauran - è il risultato di quella trasparenza fortemente voluta da papa Francesco e che nessuno riuscirà mai a fermare, nemmeno chi gli rema contro o lo tradisce per chissà quali fini".

Se questa vicenda può far parte di una strategia messa in atto da gruppi che in Vaticano cercano di mettere in difficoltà Francesco come già fecero con Benedetto XVI costringendolo alle dimissioni? "Se vera, è indubbiamente una vicenda triste e vergognosa. Ma non penso proprio che possa rappresentare un problema per l'importante opera riformatrice avviata dal Santo Padre. Pur nel dispiacere - dice il porporato -, io ci vedo un aspetto positivo: gli arresti vanno in direzione di quella esigenza di trasparenza che intende attuare i Papa, un'opera di pulizia che è già in atto. Nessuno deve avere paura della verità".

Gianluigi Nuzzi: "Cosa pensare di chi risponde a un libro con le manette?"

"Cosa penso degli arresti di Vallejo Balda e Francesca Chaouqui, accusati di aver trafugato documenti riservati? Cosa si puo' pensare di chi risponde a un libro con le manette?". A dirlo, intervistato dal Fatto Quotidiano, è Gianluigi Nuzzi, autore di Via Crucis, uno dei due libri al centro di Vatileaks 2.

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"Sfogliando il libro - aggiunge il giornalista - trovo tante risposte a questi arresti, a chi ha paura che gli scandali emergano, che si sappia quanti soldi dati per la beneficenza vengano invece sottratti alle opere di bene previste dall'Obolo di San Pietro o la storia dei 400 conti correnti bloccati nottetempo allo Ior per tutte le pratiche che riguardavano le santificazioni e le beatificazioni".

Perchè, a suo avviso, il Vaticano teme il libro? "Racconto per la prima volta la Via Crucis di Francesco iniziata appena divenuto Papa per portare avanti le riforme, cambiare la Curia, allontanare i mercanti dal tempio. Il libro svela la situazione drammatica che Jorge Mario Bergoglio eredita da Joseph Ratzinger, fatta di affari opachi, privilegi, angherie. Si temono i libri che raccontano i fatti ricostruendoli con documenti incontrovertibili, che vogliono far conoscere quelle realta' che nulla hanno a che vedere con il vangelo".

Le relazioni segrete sui bilanci e sulla finanza vaticana, dice il giornalista, dimostrano "che i cardinali hanno lasciato le berline in garage, ma continuano a vivere in appartamenti di 500 metri quadrati mentre l'unico che vuole cambiare davvero, Bergoglio appunto, vive in soli 50 metri quadrati".

Il Vaticano, dice ancora Nuzzi in un'intervista al Corriere della Sera, teme "forse che si sappia che dal Governatorato in 2 anni è sparita merce per 1,6 milioni? O che ci sono immobili affittati a 6 euro l'anno?".

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