Cronaca

Trasfusioni & sangue infetto. La sanità toscana è in crisi?

Nonostante i casi di Orbetello e Grosseto, l'assessore regionale alla sanità Marroni rassicura: 'La Toscana è tra le migliori regioni d'Italia per qualità e sicurezza in ambito sanitario'

Trasfusioni e sangue infetto. E' crisi per la sanità Toscana?

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“So che il Ministro della Salute Lorenzin ha disposto l’invio di ispettori agli ospedali di Grosseto e Orbetello. Collaboreremo con loro, per confrontarci e individuare meglio i passaggi in cui sono stati compiuti eventuali errori. Così come daremo massima collaborazione alla Procura di Grosseto, perché sia fatta maggiore chiarezza su entrambi gli episodi”. Queste le parole dell’assessore al Diritto alla salute della Regione Toscana, Luigi Marroni, alla notizia delle decisioni, assunte dal Ministero, per accertare come si siano svolti i fatti nei due casi di Grosseto e Orbetello.

Ma non è un momento florido per la sanità toscana, costellato sempre più frequentemente da errori medici e trasfusioni sbagliate e sangue infetto.

Solamente due settimane fa, sempre in Toscana, sono state distrutte quindicimila sacche di sangue perché “contagiate” con il virus dell’epatite C. Un contagio che ha fatto tremare gli ospedali toscani ma soprattutto gli emofilici dopo che la Kedrion, casa farmaceutica con sede a Lucca e che produce emoderivati, si è accorta durante un normale controllo di avere due sacche appartenenti a due lotti differenti contaminate dall’epatite C.

I test, infatti, rivelarono la presenza del virus dell’epatite C in un lotto composto da 4.800 sacche e all’interno di un altro lotto da oltre 9.100 sacche di cui 3.300 provenienti da donatori residenti in Friuli Venezia Giulia.  

“I lotti sono stati bloccati e mai utilizzati- rassicurò la Regione – quindi non esiste nessun pericolo trasmissione. Siamo intervenuti in tempo”. Adesso, nel caso di Grosseto, ecco di nuovo protagonista il “sangue toscano”, questa volta per una trasfusione sbagliata che è costata la vita ad un paziente.      

Eppure i dati sui risarcimenti per malasanità sembrerebbero essere rassicuranti.

Nel 2008, ad esempio, il numero di richieste di risarcimento per lesioni o decessi in Toscana è stato pari a 1.583 mentre nel 2012 risulta di 1.362. Dunque il numero è andato diminuendo, sia in valore assoluto, ma soprattutto se rapportato al numero dei ricoveri annuali. 

“In questi ultimi 6 anni l’indicatore delle richieste di risarcimento si è dimezzato- spiega l’assessore Marroni- I dati della Regione Toscana per le richieste di risarcimento, sono in linea con quelli di altre regioni italiane in rapporto al numero di abitanti”.

Un recente studio nazionale effettuato dalla Regione Toscana ha dimostrato, analogamente ai dati di altri studi internazionali, un tasso nazionale di eventi avversi pari a 5,2 per ogni 100 ricoveri. In sostanza, su 100 pazienti che entrano in ospedale oppure usufruiscono dei servizi delle aziende ospedaliere, 5 vanno incontro ad un danno causato dalla gestione sanitaria.

“Ma di tutti questi danni- precisa Marroni- circa il 40% potrebbero essere prevenuti”  I dati di un analogo studio condotto in Regione Toscana avrebbero evidenziato un tasso medio dell’1,8% di eventi avversi nelle aziende sanitarie e del 5% nelle aziende ospedaliere. Quindi la sanità toscana sarebbe del tutto in linea con i dati nazionali.

“Per quanto concerne l’incidente trasfusionale – chiarisce ancora Marroni -  il rapporto tra errori trasfusionali e numero di trasfusioni tende a variare da un paese ad un altro, anche se in media si colloca sul valore di 1 caso di errore da trasfusione di sangue incompatibile su 40.000 trasfusioni. Si tratta in genere di dati che sottostimano il fenomeno. In Toscana negli ultimi anni, dal 2008 ad oggi, sono stati segnalati al Centro GRC 9 incidenti trasfusionali (incluso quello di Grosseto), su un totale di circa 180.000 trasfusioni all’anno.  L’incidenza risulta pertanto inferiore a quella stimata in altri contesti sanitari europei. Va tenuto presente anche che la letalità è inferiore al 10%".  

Si tratta anche di capire, e purtroppo non sempre è un’informazione acquisibile - conclude l'assessore - quanto la trasfusione errata ha pesato sulla malattia di base del paziente e quindi quanto ha influito sul decesso”.

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