Cronaca

Cicciolina: 'Riccardo, un uomo di cuore'

Il ricordo di Ilona Staller, scoperta e divenuta una diva proprio grazie a Schicchi

Cicciolina e Riccardo Schicchi in un'immagine degli anni '80

“Riccardo era una persona geniale, quasi uno stregone, con un cuore e un’intelligenza sopra la media. Amava i soldi ma ancora di più amava essere una persona libera ed è quello che ha sempre voluto trasmettere”.
 
C’è un misto di incredulità e di malinconia nella voce di Ilona Staller il giorno dopo la scomparsa del suo mentore Riccardo Schicchi. “Ricordo ancora quando l’ho visto l’utima volta, solo pochi giorni fa – racconta l’ex pornostar e parlamentare – gli dicevo che saremmo dovuti partire per le Maldive, come facevamo una volta, ma aveva gli occhi che guardavano nel vuoto. Ho avuto subito una bruttissima sensazione”.

Due esistenze profondamente legate quelle del regista e fotografo siciliano e della pornoattrice ungherese, che proprio a Schicchi deve il suo soprannome “Cicciolina” e con il quale negli anni ’80 ha costruito l’“impero dell’hard italiano”.

Ricorda la prima volta che ha visto Riccardo?

“Erano gli anni ’70 e ai tempi facevo ancora la modella. Me lo sono ritrovato sotto a casa appeso a testa in giù. Mi disse: “Perché non rispondi mai ai miei messaggi?”. Mi fece talmente ridere che decisi di lavorarci insieme”.

Che ricordo ha di quel periodo?

“A Riccardo piaceva tantissimo fotografarmi. Andavamo in giro per Roma, per strada, nelle discoteche, perfino sugli autobus. Io mi tiravo su la gonna o la maglietta e lui scattava fotografie. Avremo collezionato una cinquantina di denunce in questo modo”.

Quanto gli deve del suo successo?

“Dicevano che insieme avevamo costruito un impero. Con la nostra società abbiamo guadagnato e raggiunto la notorietà ma non solo. Il nostro era un vero e proprio modo di vivere. Abbiamo dedicato tutta la nostra vita alla libertà sessuale”.

Siete stati insieme?

“In quegli anni non volevamo si sapesse ma posso dire che fino al ’89 siamo stati insieme. Non voleva avere figli, diceva che con il nostro lavoro dei “cicciolini” sarebbero stati gelosi. Quando gli dissi di essermi innamorata del mio ex marito (lo scultore Jeff Koons ndr) e che i figli li avrei fatti con lui la prese malissimo. Un giorno ci seguì fin sotto un hotel in Ungheria”.

Vi siete amati lei e Riccardo?

“Ci siamo amati e ci siamo divertiti. Ci piacevano le stesse cose, in particolare la natura in cui adorava fotografarmi”.

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