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Cronaca

Paura a Messina. E l'Italia trema da Nord a Sud

Nello Stretto di Messina è stata registrata la scossa di terremoto più violenta dell'ultimo anno al Sud. Ma trema anche il Gargano, la Calabria e la Basilicata.

Paura a Messina. E l'Italia trema da Nord a Sud

– Credits: Osservatorio Sismico di Viggiano (Basilicata)

Messina e Reggio Calabria tremano. Alle 1.12 minuti, i sismografi italiani hanno registrato nella zona dello Stretto di Messina un terremoto di magnitudo 4.6 con epicentro tra Scilla, Villa San Giovanni e Campo Calabro.

“Non c’è niente di anomalo, l’area interessata dal terremoto è una tra le zone ad altissimo rischio sismico d’Italia- spiega a Panorama.it Paolo Frediani, Direttore dell’Ossevatorio Sismico Apuano- e in quell’area l’energia sprigionata dalla terra può raggiungere un magnitudo molto più importante di quello registrato nelle scorse ore”.

Sono ormai mesi che le regioni di Calabria, Sicilia e Basilicata sono “flagellate” da scosse di terremoto che si verificano quasi a scadenza giornaliera, la cui potenza oscilla tra magnitudo 2 e 3.78.

Il sisma di Messina è quello, al momento, più  violento. Un’altra scossa di terremoto di magnitudo 2.5 era stata registrata il 25 agosto scorso nel nordest della Sicilia, sempre in provincia di Messina .

“La zona  interessata dal terremoto e da queste continue scosse, risente del conflitto tra la zolla africana e quella euroasiatica - continua il sismologo Frediani - non a caso sul loro territorio ci sono numerosi vulcani  attivi che indicano la presenza di un conflitto o subduzione di placche intercontinentali in continuo movimento”

Ma c’è un collegamento tra il violento sisma che ha colpito nei mesi scorsi l’Emilia Romagna e le continue scosse che si registrano nel sud del Paese?

“No, non possiamo parlare di stretta relazione tra il sima che si è verificato nel Nord con le scosse che stiamo registrando nel sud ma questo movimento della terra rientra in una sismogenetica generale- prosegue l’esperto- e non a caso si registrano proprio nelle aree a più alto rischio”.

Da circa un anno, il massiccio del Pollino nell’area compresa tra la Calabria e la Basilicata  si stanno susseguendo scosse di terremoto, l’ultima due giorni fa, il 27 agosto. La più forte, però, è quella di maggio, quasi in concomitanza con il terremoto in Emilia di magnitudo 3.78. L’area interessata è compresa tra i comuni Morano Calabro, Castrovillari, Mormanno.  Ma non e' solo il Pollino ad essere interessato dallo sciame sismico. Anche la zona più a sud della provincia di Cosenza, che comprende, oltre al capoluogo, comuni come San Fili, San Marco Argentano, Rende, San Vincenzo La Costa, Montalto Uffugo, Lattarico e Cavallerizzo di Cerzeto.

Paura anche nella Sila catanzarese: i rilievi della Rete sismica nazionale dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, hanno registrato scosse nei comuni di Andali, Belcastro, Botricello, Cropani, Petrona' Sellia Marina e Sersale.

Ma in questi mesi sono molti anche i terremoti registrati in mare: una scossa di magnitudo 2.1 nel mare Tirreno, davanti alla costa cosentina e a largo delle isole Tremiti, quest'ultima con un’intensità maggiore pari a magnitudo 2.3.

In Italia c’è il pericolo tsunami?

Non è da escludere. Il terremoto che in passato ha colpito Messina generò un’onda anomala - specifica Frediani - e il Mediterraneo non è un’area immune da tsunami perché sono presenti faglie importanti come al largo delle Turchia o della vicina Grecia e aree “sensibili” come appunto la stessa Sicilia e Calabria

“Uno tsunami è legato al magnitudo che deve essere significativo, esempio 7, al movimento delle faglie e alla profondità del sisma - continua Frediani - dobbiamo dire che è possibile che si verifichi un terremoto in mare di magnitudo 7 senza che si generi un’onda anomala”

Ma la terra ha tremato e continua a tremare anche nel Gargano e a L’Aquila. Due giorni fa una scossa di terremoto di magnitudo 2.4 e' stata registrata sul promontorio del Gargano, in provincia di Foggia. L’epicentro del sisma è stato rilevato tra i comuni di Carpino, Ischitella, Rodi Garganico e Vico del Gargano. Anche a Manfredonia e Zapponeta, nel Tavoliere, e nel comune di Vieste la terra ha tremato.

Il 17 e il 25 agosto anche la popolazione abruzzese hanno nuovamente avvertito la paura del terremoto: il sisma è stato registrato nei comuni di Cappadocia, Tagliacozzo e Scurcola Marsicana. E le scosse sono state avvertite persino nel Lazio, nei comuni ciociari di San Donato Val di Comino e Settefrati.

Dal Sud al Nord. Solamente nelle due ultime settimane in Emilia Romagna, nei territori distrutti dal sisma, sono stati registrati tre nuovi episodi di magnitudo compreso tra 2.1 e 2.8. I Comuni interessati sono ancora quelli di Finale Emilia, Predappio, Civitella di Romagna, Galeata, Cavezzo, Mirandola e San Felice sul Panaro.  

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