Cronaca

Papa Francesco, l'attendismo della Cei

 Di fronte alla “rivoluzione di papa Francesco” i vescovi italiani scelgono la tattica dell’attesa

Papa Francesco

Papa Francesco saluta i fedeli – Credits: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

 

Un uragano ha travolto la Chiesa e la sta scuotendo dalle fondamenta: si chiama papa Francesco. La rivoluzione del papa venuto dalla “fine del mondo” è solo all’inizio ed è anzitutto ua rivoluzione dei gesti e delle parole. Poi arriverà anche il tempo delle decisioni e delle scelte organizzative. I vescovi delle 226 diocesi italiane si sono riuniti dal 20 al 24 maggio a Roma per la l’annuale assemblea generale. Hanno anche incontrato e saluto il Papa, uno ad uno, nella basilica di san Pietro per una solenne “professio fidei”. Nel discorso rivolto alla Cei il pontefice non ha usato mezze misure richiamando i vescovi a non essere “chierici di Stato” , preoccupati solo di se stessi e della propria carriera, ma diventare veri pastori, disposti a camminare “in mezzo e dietro al gregge” se occorre.

Di fronte a questi appelli e soprattutto alla richiesta, fatta da papa Francesco fin dall’inizio del pontificato di costruire una “Chiesa povera” accanto ai poveri, la Cei ha scelto una tattica attendista. Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, incontrando i giornalisti al termine dell’assemblea,  ha sottolineato la “totale sintonia” dei vescovi italiani con il papa ma ha subito aggiunto che la Chiesa italiana già fa tantissimo per i poveri e “la storia del cattolicesimo italiano è una storia di grande vicinanza alla gente”.

I vescovi italiani devono però prendere atto della richiesta del pontefice di ridurre il numero delle diocesi italiane, 226 in tutto: un’eccezione nel panorama mondiale. Allo stesso tempo i vescovi incassano la delega del pontefice a trattare con la politica italiana. La decisione di Bergoglio di riaffidare alla Cei i rapporti con i palazzi della politica, come affermato nel discorso a braccio prima della celebrazione della penitenza, risulta un punto a favore della Cei. E’ ancora vivo infatti il ricordo del 2007 quando il cardinale Bertone scrisse ai vescovi italiani rivendicando a sé i rapporti con la politica.

Tuttavia la diminuzione dei fondi dell’otto per mille da 1.140.074 del 2012 e 1.032.667 di oggi, per effetto della riduzione della platea dei contribuenti, impone anche alla Cei drastici tagli al funzionamento delle strutture.

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