Papa Francesco compie 80 anni, un compleanno "normale", ricco come al solito di impegni e di lavoro.

Nato nella sua amata Buenos Aires il 17 dicembre 1936, supera la boa degli 80 anni. Un appuntamento che Bergoglio, persona quanto mai serena e, a suo modo, 'fatalista' sul trascorrere degli anni e sull'aumentare dell'eta', vivra' come al solito col profilo basso della sua innata sobrieta' e con la naturale dedizione ai suoi impegni, al lavoro che non abbandona mai, tanto da non fare vacanze neanche in piena estate, all'attenzione ai drammi del mondo che anche in questo periodo lo attanagliano, si pensi solo alla tragedia di Aleppo e a tutta la questione siriana.

Intanto al Papa giungono messaggi di auguri dai quattro angoli del globo, dai grandi della Terra come dalle persone piu' umili. Con un particolare in piu'. Per l'occasione, il Vaticano ha attivato indirizzi email nelle varie lingue (persino in latino) per chiunque volesse inviare gli auguri al Pontefice: Papafranciscus80@vatican.va (Latino); PapaFrancesco80@vatican.va (Italiano); PapaFrancisco80@vatican.va (Spagnolo e Portoghese); PopeFrancis80@vatican.va (Inglese); PapeFrancois80@vatican.va (Francese); PapstFranziskus80@vatican.va (Tedesco); PapiezFranciszek80@vatican.va (Polacco).

Sui social media, invece, l'hashtag creato per l'occasione è #Pontifex80. "Ho la sensazione che il mio pontificato sara' breve, quattro o cinque anni. È una sensazione un po' vaga, magari non e' cosi', ma ho come la sensazione che il Signore mi abbia messo qui per poco tempo", ha detto recentemente Papa Francesco, in una confidenza privata ripresa con lo smartphone da padre Antonio Spadaro e inserita in un docufilm andato in onda domenica su Sky Atlantic.

Ed e' anche questa sensazione che, incurante delle critiche o degli attacchi (ultimo quello dei 'dubia' dei quattro cardinali che lo vogliono correggere sulla Amoris Laetitia e la comunione ai divorziati risposati) ma ben forte dell'amore che riceve dal popolo dei fedeli, lo spinge a non rallentare mai il suo desiderio di agire sui problemi che affliggono l'umanita', sul cammino della sua Chiesa, appena ora reduce dal Giubileo straordinario della Misericordia, sui terreni di conflitto per i quali incessantemente opera per la pace e la riconciliazione.

Lo si e' visto anche quando a sorpresa ha messo al suo tavolo, insieme, l'attuale presidente della Colombia e Premio Nobel per la Pace Juan Manuel Santos e il suo predecessore Alvaro Uribe, su posizioni opposte sulla soluzione del pluridecennale conflitto con le Farc (Uribe ha tenacemente contrastato gli accordi di pace tra governo e Farc, poi firmati da Santos), rilevando l'importanza "del dialogo sincero tra tutti gli attori della societa' colombiana in questo momento storico".

Un modo, con un colpo di scena diplomatico proprio alla vigilia del suo compleanno, per mettere la sua sigla sulla riconciliazione della societa' colombiana e sulla fine di uno dei conflitti armati piu' annosi, non solo dell'America Latina. (ANSA)

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