Migrante
Cronaca

Ong e migranti, le nuove accuse di Zuccaro

Il procuratore di Catania davanti alla commissione Difesa del Senato ribadisce i suoi sospetti. Ecco cosa ha detto, punto per punto

Dopo che le esternazioni alla stampa di Carmelo Zuccaro avevano aperto un fuoco incrociato di conferme e smentite, da destra e da sinistra, il procuratore di Catania rilancia i suoi sospetti sull'operato delle Ong che salvano i migranti in mare. Davanti alla commissione Difesa del Senato, ha sottolineato che è doveroso indagare sulle organizzazione umanitarie che fanno soccorso davanti alle acque libiche.


Cosa ha detto di nuovo Zuccaro, punto per punto

In una lunga audizione durata oltre tre ore, il 3 maggio il pm di Catania ha insistito che non tutte le Ong sono filantrope. E la politica deve dare ai magistrati in prima linea gli strumenti per uscire dall'impasse che ha bloccato l'azione investigativa: dagli ufficiali di polizia giudiziaria imbarcati a bordo delle navi, alla possibilità di intercettare le richieste di aiuto che partono da cellulari satellitari, alla chiarezza sui finanziamenti.

Ecco i punti fondamentali della sua audizione.


- L'INTERVENTO DELLE ONG BLOCCA LE INDAGINI

Secondo Zuccaro, l'intervento immediato delle navi umanitarie ha bloccato il contrasto degli sbarchi: "Siamo in una fase in cui non riusciamo più a svolgere l'attività investigativa: non possiamo intercettare i 'facilitatori' né i telefonini satellitari e raccogliere gli elementi probatori necessari", ha detto.

Da settembre si registra questa nuova modalità di traffico: le navi Ong avanzano il fronte dell'azione, prestano il soccorso e accompagnano i migranti in Italia. "Ciò ha comportato che i trafficanti hanno potuto usare barche e gommoni di pessima qualità, scegliendo tra gli stessi passeggeri chi mettere ai comandi conseguendo la certezza dell'impunità. Per questo abbiamo deciso di non richiedere più l'arresto per quelli che sono scafisti occasionali".


- IL DUBBIO SUI FINANZIAMENTI DELLE ONG PIÙ RECENTI

Zuccaro è tornato sullo spinoso tema dei finaziamenti (in tv, il 27 aprile aveva detto che le Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti, con l'intento di destabilizzare l'economia italiana). Nel suo mirino non ci sono realtà consolidate come Medici senza frontiere e Save the children, ma altre "di recente fondazione", che sembrano godere di ingenti risorse economiche. Ed ecco che la maltese Moas, che mantiene addirittura due droni e un aereo, torna il sospettato numero uno.

"Da dove proviene il denaro delle Ong che hanno a bordo strumentazioni avanzate?", si è chiesto il procuratore della Repubblica, che reputa "il fine della solidarietà tra i più nobili tra quelli perseguiti dall'uomo. Ma in questo caso vi sono interessi in gioco non solo di chi viene salvato", e tra il personale di queste organizzazioni vi sono figure "non proprio collimabili con quelle dei filantropi".

Tra i finanziatori qualcuno nei giorni scorsi ha individuato - senza conferme - anche il magnate americano di origini ungheresi George Soros, che sempre il 3 maggio è stato ricevuto a Palazzo Chigi dal premier Paolo Gentiloni.

Migranti e i profughi

Migranti nella nave Topaz Responder della Ong Moas al porto di Brindisi, 27 ottobre 2016. – Credits: Andreas Solaro/AFP/Getty Images

- LE CONVERSAZIONI TRA LE ONG E I LIBICI

I sospetti sono su ben più della metà delle Ong che operano davanti alla Libia: Moas ma anche Life Boat, Proactiva come Jugend Retted, Sea Eye come Sea Watch. È su queste che si concentrano le attenzioni dei magistrati e degli investigatori. C'è la "certezza", ad esempio, che alcune navi di queste Ong abbiano più volte passato il limite delle acque territoriali libiche: "È un elemento che emerge in maniera oggettiva", ha detto Zuccaro.

Il procuratore ha parlato di conversazioni tra "la terraferma libica e soggetti che si trovano a bordo delle navi". Ma non solo: ci sarebbero anche comunicazioni intercettate tra il personale a bordo delle navi di soccorso e altri soggetti in mare. "Ore e ore". Chi sono queste persone? Da dove chiamano? 

"Contatti radio" e "comunicazioni" tra trafficanti e appartenenti ad alcune Ong a disposizione della procura etnea non arrivano però dagli 007, puntualizza il magistrato, ma da Frontex e dalla Marina Militare.


- IL SOSPETTO DI MANOVRE DI SPECULAZIONE

Secondo Zuccaro, in gioco ci sono gli interessi dell'Italia: "Il numero di persone che cercano di arrivare qui è esploso letteralmente nel 2017 e la maggior parte non ha diritto all'asilo. L'Italia non può ospitare tutti i migranti economici".

Tra le ipotesi anche quella che chi finanzia le Ong abbia "interessi a manovre di speculazione internazionale. Ho il dovere di dire che questa possibilità esiste e va esplorata. Non posso formulare accuse, lo farò se avrò le prove ma ora non le ho".

Altro elemento che giustifica, a parere del pm di Catania, il contrasto dei flussi illegali è l'"appetito" delle mafie che puntano a intercettare "il denaro erogato per l'accoglienza".

La reazione del Governo
Il Consiglio superiore della magistratura sta valutando da giorni se aprire un'azione disciplinare contro Zuccaro, che per il momento viene "assolto" dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando: "Non mi pare che le sue parole configurino un illecito disciplinare che giustificherebbe un intervento del ministero".

Spetta ora alle Ong essere ascoltate. Ad aprire le danze è proprio il Moas, che sarà incontrato dal Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen il 4 maggio.

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