Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha telefonato a Piero Fassi, papà di Maria Luisa, la tabaccaia di Asti uccisa da Pasqualino Folletto, che ha confessato l’omicidio ed è stato arrestato. L’uomo ha raccontato di aver fatto la rapina per disperazione, perché aveva bisogno di denaro per far mangiare i suoi tre figli piccoli. La reazione di Maria Luisa gli aveva fatto perdere la testa fino al punto di accanirsi contro di lei con un coltello.

Ma la cosa che ha destato stupore nell’opinione pubblica che ha seguito il caso, è la reazione di Piero Fassi, che mettendo da parte il dolore e il risentimento per la perdita inspiegabile di una figlia, ha dichiarato di essere rimasto affranto per un gesto che ha rovinato due famiglie, anche quella dell’assassino. Da qui la sua disponibilità: «Noi siamo qui. Se la figlia dell’uomo che ucciso la nostra avrà bisogno, noi ci saremo».

Parole che hanno fatto breccia anche nel cuore del premier Matteo Renzi, che questa mattina alle 12 ha telefonato in questura ad Asti e si è fatto passare il papà della vittima. L’uomo era in chiesa in quel momento, è uscito e ha potuto ascoltare il presidente del consiglio mentre gli diceva: «Ce ne fossero uomini come lei in questo nostro paese». Prima di chiudere, il premier ha promesso che passerà da casa Fassi ad Asti, a prendere un caffè, alla prima occasione.

Durante la telefonata, Fassi si è complimentato per la professionalità e l’umanità dei carabinieri di Asti, che hanno condotto le indagini in maniera impeccabile. A quel punto il presidente del consiglio ha chiamato il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, per congratularsi. 

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