Un guaio al giorno per il trasporto pubblico di Roma. Anzi un calvario, una prova di sopravvivenza.

Oggi è stata ancora una volta la Metropolitana: un vano batterie si stacca da un treno in corsa, urta il rivestimento della galleria che cede in parte. Un convoglio è evacuato. Siamo alla fermata Spagna, della linea A, creando problemi in tutto il centro storico. I bus sostitutivi non sono bastati e i taxi sono apparsi a molti come una chimera.

Gli utenti non usano mezzi termini per definire la loro esperienza quotidiana su "bus rotti, metro che non passano, linee ferroviarie che ritardano o si bloccano per il furto di rame, stazioni metro come piscine quando piove".

Infrastrutture vecchie
L'assessore Stefano Esposito oggi, dopo l'ennesimo disagio, è chiarissimo: "Le infrastrutture sono vecchie, ci vogliono soldi: per il Giubileo sono stati gia' stanziati 9,3 milioni, abbiamo bisogno di altri 30 milioni".

Ironia della sorte proprio oggi Esposito aveva deciso di fare un viaggio in incognito sulla metro. E dopo le notizie che arrivavano da piazza di Spagna, il blocco di un tratto della linea A, il caos nelle stazioni e il traffico impazzito ha commentato: "Siamo appesi alla fortuna. Questa è la situazione".

I passeggeri del convoglio evacuato a Piazza di Spagna così raccontano la loro esperienza. "Abbiamo sentito un rumore strano per tutta la corsa e poi il boato, abbiamo avuto paura": quello che sentivamo era il vano batterie che aperto urtava contro il rivestimento della galleria fino a sradicare un pezzo di copertura alla stazione Spagna.

"C'era una puzza di bruciato, ho pensato fosse un attentato", dice un viaggiatore.

Poi, scampato il pericolo, la rabbia: "Per l'ennesima volta e non per colpa mia - si sfoga Alessandra, fuori dalla stazione Ottaviano, affollatissima di utenti rimasti a piedi - farò tardi al lavoro".

Quello di oggi è stato l'ultimo di una lunga serie di incidenti su metro e bus romani:
- il 5 giugno, alla fermata della linea B Eur Palasport, 21 persone erano rimaste ferite in uno scontro tra due convogli.
- Il 20 aprile 2014 un cavo elettrico si era staccato crollando su un convoglio della Roma-Lido in movimento, provocando un incendio sul tetto del vagone e l'intossicazione di due persone.

Una linea, quella della Roma Lido, in costante sofferenza come quella della Roma-Viterbo, che subisce continui rallentamenti.

A volte ci si mette anche la pioggia a complicare le cose: il 16 giugno 2014, dopo un nubifragio la tratta della linea A tra Arco di Travertino e Anagnina era stata chiusa per allagamenti e riaperta solo il giorno dopo a causa del mancato funzionamento delle pompe idrovore. Capita anche che la perizia dei macchinisti eviti il peggio.

Come il 15 luglio 2014 quando un palo di acciaio di 12 metri, sprofondato durante una trivellazione, era finito sul convoglio nei pressi della fermata Flaminio della linea A che non era stato colpito in pieno grazie ala freddezza del macchinista.

Vecchia anche la flotta bus. A volte i mezzi vanno a fuoco come a luglio sulla via Tiburtina, nella Galleria Giovanni XXII e in via Tuscolana. Insomma, non e' una vita facile quella dei passeggeri Atac. E qualche burlone ironicamente ha anche creato una pagina Facebook tutta dedicata agli utenti del trasporto pubblico capitolino. Si chiama "Disagio Pubblico", logo e colori simili all'Atac. Slogan inequivocabile con tanto di hashtag: #FattelaAFette, in altre parole "vai a piedi".

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