Esattamente 25 anni fa l'ingegner Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano lasciava in manette l'ospedale dopo essere stato colto in flagranza di reato mentre incassava una tangente da un dipendente dell'impresa di pulizie di Luca Magni, che si era deciso a denunciarlo per le sempre più esigenti richieste economiche in cambio dell'appalto per le pulizie nell'ospedale geriatrico. 

Da una tangente di appena 7 milioni di lire ebbe origine l'inchiesta Mani Pulite, gestita dal pool di magistrati milanesi che spazzerà via la Prima Repubblica. 

Ad aggravare la posizione di Chiesa, portato nel carcere di San Vittore, sarà l'ex moglie Laura Sala. Fu la donna infatti a denunciare ai magistrati Antonio di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo l'esistenza di una somma ingente di denaro frutto dell'attività di corruzione dell'ex marito nascosta in conti svizzeri intestati ad una segretaria. A nulla valse il tentativo di Bettino Craxi di isolare il PSI dai reati commessi dal proprio rappresentante che era nato politicamente dai "vecchi" socialisti di De Martino e finito con Pillitteri e Tognoli negli anni ruggenti della "Milano da bere". Poco dopo che il leader socialista ebbe definito Mario Chiesa un "mariuolo", dal carcere il presidente del Pio Albergo Trivulzio iniziò a parlare. Aveva innescato la miccia di una bomba giudiziaria che avrebbe fatto deflagrare 40 anni di assetto politico-amministrativo nato nell'Italia del dopoguerra, disintegrando i due partiti chiave della Repubblica: la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista.

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