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Cronaca

La Rai batte cassa ai terremotati

Ed il canone arrivò nelle tendopoli in Emilia, malgrado le scosse

Il celebre "cavallo" della Rai in Viale Mazzini a Roma (Credits: CRISTIANO LARUFFA/LA PRESSE)

I guai per i terremotati in Emilia non finiscono con il crollo delle proprie case o dei capannoni o delle chiese, con la paura di nuove scosse e i disagi della vita nelle tendopoli. Ora ci si mette anche la Rai, con la richiesta di pagamento del canone. La denuncia e' arrivata dai professioni che si sono visti consegnare l'avviso di pagamento con tanto di bollettino postale allegato, per il semplice possesso di computer. "Hanno iniziato a chiedere soldi ai veterinati nelle zone colpite dal sisma" fanno sapere dall'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), secondo cui l'iniziativa di viale Mazzini non solo e' di "cattivo gusto", ma anche illegittima.

Solo un mese e mezzo fa, infatti, il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, e' dovuto intervenire nella querelle che era nata a seguito delle richieste di imposta da parte della Rai a chiunque sia in possesso di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione di programmi televisisi o radiofonici, e dunque anche a trasmissioni Rai. Una definizione che sembrava comprendere anche telefonini, computer e pressoche' tutti gli apparecchi della moderna tecnologia. Passera, con una circolare, preciso' che gli apparecchi per i quali vige l'obbligo del tributo sono solo quelli dotati di sintonizzatore e dunque in grado di ricevere segnali televisi su piattaforma terrestre e piattaforma satellitare.

La questione era arrivata anche in Parlamento, davanti al quale il Ministro aveva confermato che sono esclusi dall'obbligo "i personal computer, fissi o portatili, i tablet (come gli iPad) e gli smartphone, cioe' strumenti suscettibili, di per se', di connessione alla rete internet". Faccenda chiusa? Tutt'altro, stando a quanto sta accadendo in questi giorni. Il chiarimento del Ministro era stato "inoltrato" all'Agenzia delle Entrate, a cui era stato chiarito che "non e' possibile includere altre forme di distribuzione del segnale audio video (per esempio Web Radio, Web Tv") dal pagamento del canone".

Ma la Rai sembra aver fatto orecchie da mercante. E cosi' sono stati spediti gli odiati bollettini postali con tanto di avviso che intima il pagamento del tributo a chi magari lo studio da veterinario (ma c'e' da giurare che arriveranno anche agli altri professionisti) non lo ha piu' perche' sbriciolato o inagibile a causa del sisma. E cosi' da un lato i tg pubblici raccontano con enfasi come la Rai abbia messo a disposizione degli sfollati dei mega schermi per seguire gli Europei di calcio in Polonia e Ucraina, in alcune piazza dei paesi colpiti dal terremoto, ma dall'altra omette di dire che il canone va pagato sempre e comunque.

Sisma o non sisma. Che arrivi un bollettino anche per la fruizione dai megaschermi?

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