Cronaca

Il Jobs Act di casa Renzi

Su Panorama in edicola: Evans Omoigui, nigeriano, minaccia di lanciarsi da una gru per non aver ricevuto 90 mila euro dalla Arturo Srl di Tiziano Renzi

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Il padre di Matteo Renzi, Tiziano, in una foto del 2014 – Credits: ANSA/GIAMPAOLO GRASSI

Genova, 9 febbraio 2013: Evans Omoigui, un nigeriano di 39 anni arrivato in Italia dal 1996, sale su una gru del porto e minaccia di lanciarsi nel vuoto. All’origine della disperata protesta c’è il mancato pagamento di 90 mila euro da parte della società Arturo Srl di Tiziano Renzi, il padre di Matteo che in quel momento è sindaco di Firenze.

La Arturo era un’azienda attiva nella distribuzione di giornali e nel settembre 2011 era stata condannata dal Tribunale di Genova a risarcire Omoigui perché licenziato illegittimamente. Malgrado la sua protesta, l’uomo non vedrà mai i soldi che gli spettano. Malato, emarginato, dopo mesi trascorsi per strada, come un clochard, lo scorso dicembre è tornato in Nigeria.

Alla vicenda, due anni fa passata sotto silenzio, Panorama dedica la storia di copertina del numero in edicola da giovedì 26 marzo. Il settimanale è in possesso della sentenza del Tribunale del lavoro di Genova, divenuta definitiva perché la Arturo Srl, messa in liquidazione e poi cancellata dal registro delle imprese, non si è mai presentata alle udienze.

Secondo Panorama la sentenza, pronunciata il 20 settembre 2011, condannava la società della famiglia Renzi a pagare 85.862 euro per il licenziamento illegittimo di Omoigui: «Privo della forma scritta, intimato oralmente, comporta l’assoluta inefficacia dello stesso» scriveva il giudice Margherita Bossi nell’atto. Al nigeriano venivano riconosciuti altri 3.947 euro: per differenze retributive e mancati riposi. Ma quei soldi non gli sono stati mai versati.

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