isis documento italiano5
Cronaca

Isis in Italia: i pericoli del documento trovato sul web. Le foto

Un esperto di intelligence spiega gli elementi di novità nelle pagine di propaganda in italiano, rispetto ai testi divulgati fino a oggi

L'isis adesso parla anche italiano. E lo fa in un documento di 64 pagine, il primo di una certa importanza per elaborazione e contenuti, scritto in un italiano impeccabile.

Il testo attribuibile all’Isis, scovato qualche giorno fa sul web, circola ormai da quale tempo nei forum online jihadisti ed è essenzialmente uno scritto di propaganda rivolto agli aspiranti terroristi nostrani.

Isis, secondo gli 007 cresce il rischio di attentati in Italia
 


"È impossibile impedire che questo documento possa circolare in rete – precisa il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi - ma per fortuna all'interno degli indirizzi che seguono le nostre agenzie vi è un forte accenno legato alla lotta al cyber-terrorismo e a tutti gli strumenti utilizzati per sostenere le iniziative terroristiche tramite il web". Ma questo documento mostra sicuramente un balzo in avanti dei jihadisti, che fino a qualche mese fa diffondevano documenti solamente in lingua araba piuttosto che in inglese o francese.

In questo modo i terroristi cercano di ampliare la base dei seguaci rivolgendosi direttamente ai cittadini musulmani residenti in Italia, di seconda o terza generazione. 

Gianluca Ansalone, esperto di intelligence, quanti documenti di propaganda jihadista in italiano sono stati intercettati sul web?
Sono davvero moltissimi, ma per lo più sono brevi traduzioni e in un italiano non fluente ma piuttosto confuso. Quello scoperto pochi giorni fa, effettivamente è il primo documento completo di propaganda e indottrinamento scritto in modo strutturato e in un italiano estremamente corretto: non ci sono errori di ortografia o frasi grammaticalmente scorrette. Purtroppo documenti, manuali che circolano sul web sono davvero moltissimi e non sono neppure tutti così recenti. Già con Al Qaeda cominciavano a circolare in rete e alcuni passaggi sono stati tradotti anche in italiano. Prima dell’avvento dei social network, i terroristi consegnavano i manuali di indottrinamento e propaganda ai "capicellula" presenti sul territorio nei vari Paesi del Mondo. Quest’ultimi provvedevano fisicamente alla divulgazione e al reclutamento.

I figli dell’Occidente vedono l’Islam come una favola e il viaggio in Siria come una gita facile. Quali sono le parole chiave utilizzate nei siti dell’Isis per reclutare nuovi seguaci?
In tutti manuali di indottrinamento e propaganda vengono utilizzate le parole come “Martirio”, “Lotta contro i cristiani o il nemico”, “Trionfo dell’Islam” ma questi ultimi documenti, compreso quello scoperto in lingua italiana, presentano un importante elemento di novità: il raggiungimento di un obiettivo concreto e duraturo. Mi spiego meglio. Se in passato si chiedeva al combattente di morire o di andare al fronte per combattere una guerra ideologica, adesso si chiede al combattente di lottare per la costituzione e la creazione di un vero e proprio Stato, quello dell’Isis. Uno Stato che offrirà lavoro, uno stipendio che avrà dei tribunali e un proprio welfare. È questo che fa leva sui giovani che in Occidente hanno problemi economici e di disoccupazione. I giovani vengono attirati dalla possibilità di fare parte di un nuovo Stato e di farne parte in modo attivo, integrante. Questo che fa la differenza rispetto al passato.

La polizia postale, solo poche settimane fa ha chiuso decine di siti considerati pericolosi. Quanti sono ad oggi i siti oscurati?
Finora sono oltre 200 i siti, sospettati e seguiti, invece, oltre 100 account Twitter. Purtroppo però è pressoché impossibile stimare il “web nascosto” ovvero tutti quei forum che fanno propaganda e indottrinamento.

I genitori del Giuliano Delnevo, il ragazzo convertito all’Islam e morto durante un combattimento, accusano i servizi segreti di averli "usati", di averli tenuti sotto controllo ma di non aver fermato il figlio. Possono essere sollevate queste accuse?
Bisogna sempre avere massimo rispetto per il dolore, per la perdita di un figlio ma il monitoraggio da parte dell’intelligence è fondamentale. È un lavoro di cui non si può fare a meno, così come i controlli o i pedinamenti. In un momento in cui l’allarme terrorismo è così forte, non è possibile da parte degli apparati di intelligence e antiterrorismo non controllare o non scannerizzare le situazioni o i soggetti considerati pericolosi. Questa è un’attività fondamentale per la sicurezza di un Paese.

© Riproduzione Riservata

Commenti